Cerca nel blog

domenica 28 agosto 2011

Il Ramune, istruzioni per l'uso.

Eccomi qui!
Dopo una lunga pausa (dovuta a impegni di lavoro e alle vacanze estive) torno ad occuparmi del Blog.

Oggi vorrei parlarvi del Ramune. Di cosa si tratta?!?
Il Ramune e' una bibita gassata che si acquista abitualmente in Giappone, e fin qui non troviamo niente di diverso dalle tante bibite gassate che si possono acquistare in Italia. Il gusto "classico" del Ramune e' limone/lime, e anche qui niente di particolare.

Forse il Ramune ha una lunga tradizione alle spalle? 
Infatti, la sua prima comparsa risale al 1872 (durante il periodo Meiji) e da allora la sua produzione non si e' mai fermata.

Tuttavia, la sua particolarita' e' un'altra...
Il Ramune viene venduto in bottiglie singole (sara' impossibile acquistarne una bottiglia da 1,5 litri come per tutte le altre bibite), e queste bottiglie hanno una forma particolare (come potete vedere dalla foto).

La bottiglia, dalla forma affusolata, presenta due parti distinte, collegate da una piccola apertura. La bottiglia e' normalmente in vetro, chiusa da un tappo in plastica che contiene, al suo interno, una piccola sfera di vetro.


Ora, vi chiederete il motivo della presenza della piccola sfera in vetro, giusto? Senza questo piccolo dettaglio il nostro Ramune continua a non presentare nessuna particolarita' rispetto a tutte le altre bibite gassate che si producono altrove. Non rimane che provarla!


Allora dopo aver eliminato il riverstimento in plastica che blocca il tappo controlliamo lo stato del nostro Ramune: notiamo un tappo in plastica di due colori diversi, in cui la parte superiore - mobile - e' pensata appositamente per spingere la nostra sfera di vetro all'interno della bottiglia.
Quindi non rimane che spingere la sfera, e vedere che cosa succede...



Il primo risultato e' il rischio concreto di una doccia non programmata: il Ramune e' una bibita gassata e quando noi spingiamo la sfera di vetro dentro la bottiglia questa va a chiudere la parte inferiore, e il gas contenuto nella bevanda cerca logicamente di venire fuori!
Quindi attenzione: se vi capitera' di provare il Ramune apritelo nelle immediate vicinanze di un lavandino, cosi' potrete tenere sotto controllo piu' agevolmente la bottiglia e non rischiare una doccia!!

Qui potete osservare l'aspetto di una bottiglia di Ramune aperta, e la sfera di vetro al suo interno. Per chi non e' pratico questa piccola sfera puo' rappresentare un problema quando di beve la bibita, in quanto tende a scivolare verso l'esterno bloccando completamente. E il suo gusto "zuccheroso" potrebbe non incontrare il favore 
E allora perche' continuare a parlare di Ramune?!? E perche' provarlo?

Il Ramune fa parte della storia del Giappone, viene prodotto ininterrottamente dal 1872 e da allora ha sempre trovato dei clienti entusiasti che si sono lasciati rapire dai vari aspetti preparatori collegati alla consumazione di questa bibita. Certo, la bibita si e' dovuta adattare al passare del tempo, e viene prodotta in una serie di gusti diversi, ma per i giapponesi rappresenta parte del loro passato e provarla significa provare - in piccolo - un aspetto della tradizione giapponese. Se non siete ancora convinti aggiungo un piccolo dettaglio: il Ramune costa pochissimo! Si va dai 68 yen per una bottiglia in plastica, passando per gli 88 yen di una bottiglia in alluminio (comunque non ve le consiglio, se volete rispettare la tradizione dovete assolutamente acquistarne una in vetro!) ai 100-150 yen per una bottiglia in vetro.

Come potreste intuire dalle mie foto io ho deciso di provare un gusto diverso di Ramune, il gusto fragola:mi piacciono le novita' e in questo caso il Ramune al gusto fragola e' stato promosso a pieni voti! 



Il Giappone si presenta agli occhi di un osservatore come una terra in cui la tradizione e l'innovazione convivono e caratterizzano gli aspetti della vita quotidiana, e il nostro Ramune rappresenta una sintesi perfetta di questi due elementi. Quindi, la domanda e' una sola: "se vi capitera' di andare in Giappone perche' non provarlo?"

martedì 28 giugno 2011

Il lavoro piu' bello del mondo!


A volte l'incauto straniero pensa di aver capito tutto del Giappone, ma in quel momento capita qualcosa che fa capire quanto la strada della comprensione (e della scoperta del Giappone) sia ancora lunga!

E questo e' quanto e' avvenuto anche nel mio caso: un lavoro da insegnante di italiano, anzi parecchi lavori da insegnante part-time, e una permanenza in Giappone di quasi tre anni, ma ancora cosi' tanti aspetti del Giappone da scoprire!

Oggi vi parlero' di una persona che svolge un lavoro decisamente interessante: ha studiato le lingue straniere all'Universita', e dopo la laurea ha perfezionato l'italiano riuscendo a conseguire la patente per svolgere il lavoro di guida turistica per italiani in Giappone!

Noi italiani, abituati a vedere i gruppi di turisti giapponesi che camminano lungo le strade di Roma o altrove, forse non immaginiamo che in Giappone ci possano essere persone preparate che possono guidarci alla scoperta del Sol Levante, o mi sbaglio? Presentare ai turisti le meraviglie di Kyoto, nonostante l'impegno richiesto, e' una gioia e per questo motivo io penso che il lavoro della persona che ho conosciuto possa considerarsi come il lavoro piu' bello del mondo!!

Quindi scrivo queste poche righe per dirvi che una brava guida vi aspetta per portarvi a scoprire i monumenti piu' importanti della zona di Kyoto, e per mostrarvi alcune delle localita' che abbiamo visitato insieme aggiungendo qualche parola della spiegazione che ho ricevuto .

- 二条城 (Il Castello Nijojo-)
Nelle sale del Castello hanno alloggiato per secoli lo shogun e i suoi dignitari, il giardino venne disegnato dal maestro reale della cerimonia del the e la visita presenta aspetti molto interessanti (a mio parere il pavimento "scricchiolante" del palazzo Ni-no-maru, pensato appositamente per prevenire gli attacchi di sorpresa da parte dei nemici, e' qualcosa di impagabile!).
Per finire, in queste sale sono stati firmati gli accordi con cui i vari dignitari locali restituivano il potere nelle mani dell'imperatore, dando l'avvio a quella che viene comunemente definita "Restaurazione Meiji" e che significa, per il Giappone, l'entrata nell'era moderna.




- 宇治・平等院 (Il tempio Byo-do-in a Uji)
Il Kanpaku Fujiwara Yorimichi nel 1052 decise di donare la sua villa per costruire un Tempio, che sotto le insegne della religione, e precisamente del Buddismo che era appena giunto in Giappone, si proponeva di fornire asilo a tutte le persone, indipendentemente dalla loro classe sociale.
Cosi' nacque il Tempio Byo-do-in, costruito in posizione ottimale nella cittadina di Uji (famosa fin dall'antichita' per la sua tipica varieta' di the e citata anche nel "Genji Monogatari"), decorato da statue e rilievi opera del migliore scultore del Giappone di quel periodo, e dalle pitture - altrettanto famose - che spiegano ai fedeli l'arrivo del Budda e dei santi buddisti per prelevare l'anima dei defunti dopo la morte.
Il discorso sui nove gradi di beatitudine necessari per raggiungere il Nirvana, sulla reincarnazione e sui diversi modi di raffigurare gl "angeli" li lascio agli esperti del settore. Per quanto mi riguarda mi limito a postare alcune delle foto che ho scattato in quell'occasione.


lunedì 30 maggio 2011

Oggi cucino io - una torta!

Oggi vi raccontero' la storia avvincente del mio primo approccio alla cucina con il microonde, e per farlo usero' la ricetta di qualcosa di essenziale: in parole povere vi raccontero' come preparo la torta utilizzando il meraviglioso forno a microonde che abbiamo in casa!
Intendiamoci, questo non vuol dire che in Giappone non si vendano le torte, non esiste niente di piu' lontano dalla realta'! Pero' questi dolci presentano dei limiti per me insostenibili...
Prima di tutto parliamo del prezzo e delle dimensioni.
Una torta giapponese ha il diametro medio di un piattino da dolce, che tradotto in pratica vuol dire 15-20 cm (quando va bene). Parlando del prezzo, una torta di queste dimensioni ha un prezzo che parte dai 1500 yen in su (circa 13 euro). Infine, le torte che si possono acquistare nelle pasticcerie giapponesi presentano un problema di difficile soluzione: la farcitura, o la copertura, preparata con panna o latte mi impediscono di apprezzarle al meglio (a causa della mia lieve intolleranza al lattosio).
Oltre a questo ci sono anche dei limiti pratici, come la distanza tra casa e pasticceria e la mancanza di un adeguato mezzo di trasporto, che mi rendono difficile andare a fare acquisti...

Quindi ho deciso di passare al "fai-da-te", e questa e' la ricetta media di una torta, per due persone, da preparare col microonde impostato a 180 gradi per una cottura di 35/40 minuti (dipende dal contenuto della torta, ricordate soltanto di non aprire assolutamente il forno nei primi 10/15 minuti di cottura) .

Cominciamo: per preparare una torta per due persone io uso normalmente due uova e 50 grammi di zucchero che mescolo in una ciotola. La quantita' di zucchero puo' variare in base al vostro gusto personale, cosi' come le uova (io amo il gusto dell'uovo ma penso che usare tre uova per due persone renda la torta piuttosto pesante). Per quanto riguarda lo zucchero, io preferisco quello di canna ma voi potete usare anche quello semolato.


Quando il tutto e' ben amalgamato unisco la farina, di solito utilizzo 150 grammi di farina 00.


Dopo una bella mescolata, e la sicurezza di aver eliminato tutti i possibili grumi di farina, unisco circa 50 grammi di burro (o margarina, a seconda del vostro gusto personale) e continuo a mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo e senza grumi.






Dopo di questo passiamo al contenuto. Che tipo di torta vogliamo preparare? La torta si adatta tranquillamente ai vostri desideri: per esempio, avete della cioccolata in polvere? Vi bastera' incorporarla nell'impasto per preparare una buonissima torta al cioccolato! Oppure avete dei progetti diversi? Perche' non provare ad adattarli a una torta? Nel mio caso ho deciso di preparare una torta "tropicale", utilizzando un kiwi, delle fette di ananas in scatola e un mango che mi avevano regalato. Quindi ho frullato la frutta per incorporarla nell'impasto.


Ed ecco l'impasto dopo l'aggiunta del frullato di frutta! (non si nota nessuna differenza particolare, se non fosse per i semini di kiwi che si possono intravedere nell'insieme).



Ora passiamo a un altro tocco "tropicale": unisco all'impasto del cocco disidratato che si acquista tranquillamente al supermercato.

Ed ecco il momento del lievito, normalmente e' sufficiente la punta di un cucchiano da caffe' (considerata la quantita' di farina e altri ingredienti utilizzati e le dimensioni del forno a microonde).


Per finire parliamo della "teglia": dopo un numero incalcolabile di teglie di carta ho optato per una soluzione piu' ecologica, la pirofila in vetro: ovviamente, prima di versare l'impasto anche la pirofila va imburrata e infarinata!!


Cuociamo il tutto nel microonde per 35/40 minuti a 180 gradi, controllando con uno stuzzicadenti se la cottura e' terminata o meno (se lo stuzzicadenti inserito al centro della torta si estrae facilmente e non presenta residui la cottura e' ultimata, altrimenti e' consigliabile proseguire per alcuni minuti).

Ecco a voi il risultato finale, una torta "tropicale" non eccessivamente asciutta che si consuma con piacere e puo' essere conservata per alcuni giorni.

Chissa' se sono stata utile? Se avete qualche domanda scrivetemi pure!! Buon appetito a tutti!!

giovedì 12 maggio 2011

lavoro in una scuola professionale giapponese (専門学校の教える仕事)

Oggi ho cominciato un nuovo lavoro: un corso di 11 lezioni di italiano elementare in una scuola professionale di Osaka.
Prima di tutto, che tipo di scuola e' e quali sono i motivi che li hanno portati a istituire un corso di italiano?!? 
In un certo senso vorrei saperlo anch'io! L'italiano non e' collegato ai loro studi e si tratta anche di un corso facoltativo (se viene scelto devi seguirlo ma nessuno obbliga gli studenti a scegliere il corso di italiano!
E quindi eccomi qui, preoccupata come sempre quando si tratta di cominciare qualcosa di nuovo: stamattina mi sveglio con il desiderio di dormire fino a mezzogiorno (ma questo accade spesso, eh eh!), preparo la colazione e, velocemente, le verdure per il curry che ho deciso di cucinare.
A questo segue un breve intermezzo di 30 minuti, per una conversazione online con una signora di Yokohama che avendo il marito che lavora in Italia studia italiano per usarlo nei momenti in cui va a trovare il marito (ed e' proprio brava!!).
E quindi riprendiamo con i lavori di casa al volo, il curry viene lasciato praticamente a se' stesso (ma e' venuto bene per fortuna) e mi preparo per andare al lavoro.
Ma chissa', forse rischio di smarrirmi lungo la via per Shin Osaka, e quindi eccomi qui, sul treno che mi porta al lavoro con ben due ore di anticipo (e una distanza da percorrere di poco piu' di 40 km...). Come dicevo, tendo a preoccuparmi quando comincio qualcosa di nuovo!




E siamo arrivati! La metropolitana della linea Midosuji mi ha portata sana e salva a destinazione, solo che manca ancora un'ora al mio appuntamento! Che posso fare per passare il tempo?!?
Certamente ripassare le note che ho scritto per questa lezione, ma anche fotografare la vita che scorre intorno a me (come il treno della metropolitana che torna verso Namba). 
Alla fine decido di andare al mio appuntamento, in anticipo ma pazienza, mi inventero' qualcosa lungo la strada! Ed eccomi qui, sotto una serie di sopraelevate (Shin Osaka e' un punto di raccordo in cui transitano linee metropolitane, extraurbane e anche lo Shinkansen), e per fortuna la responsibile della ditta per cui lavoro arriva con 15 minuti di anticipo!!
La gentilissima responsabile mi accompagna alla scuola professionale: due grandi edifici (di circa 10 piani ciascuno) che ospitano due indirizzi di studio e un numero infinito di aule... Per prima cosa andiamo a conoscere la responsabile organizzativa, e il responsabile dei docenti che mi saluta con un "mi aspettavo di incontrare un insegnante che assomiglia a Girolamo! (un italiano che ha fatto fortuna in Giappone - per chi non lo conoscesse ecco a voi un suo spot: http://www.youtube.com/watch?v=NP5vrQY8I0g). Certo, voleva essere divertente, ma provo un po' di smarrimento perche' non amo assolutamente Girolamo Panzetta. 
E quindi andiamo alla mia prima lezione di italiano...
Che cosa mi aspetta in classe? 
Ci sono una ventina di ragazzi, in gran parte donne, che mi guardano con curiosita' e chiaccherano fra loro. E qui - lo ammetto - provo un po' di timore...
Gli studenti non mi fanno paura, ma mi trovo davanti ad una prima prova da vera insegnante e mi tremano le gambe... e la voce!! 
Distribuiamo il programma, un questionario, e la responsabile della ditta riscuote il pagamento per il libro di testo, e poi tocca a me: il programma delle lezioni e' abbastanza banale, e la lezione si tiene dalle 13.30 alle 15.00 quindi mi sono messa d'impegno per costruire qualcosa di interessante, ma all'inizio non ricevo grande attenzione...
A quanto sembra gli studenti conoscono poco o niente dell'Italia, non hanno grandi interessi sull'argomento e quindi non seguono il discorso: in particolare ne ho individuati tre che non sono affatto interessati, chiaccherano fra loro e non ascoltano assolutamente (ehm... sembrano studenti italiani, si si!). In un gruppo di ventidue tre disinteressati sono comunque una minoranza, ma scherzo un po' con loro per attirare l'attenzione su quello che devo fare (e l'espediente sembra funzionare).
Il programma delle lezioni e' stato palesemente elaborato da qualcuno che non ha nessuna conoscenza della lingua italiana, prendendo piccole parti di vari capitoli del libro di testo e mettendoli insieme (costringendo chi spiega e chi studia a saltellare da una pagina all'altra senza soluzione di continuita') ma alla fine sono riuscita ad ottenere l'attenzione degli studenti, e a coinvolgerli in quanto facevo! E' stata una fatica, ma sentire che si sono divertiti e' stato il migliore ringraziamento che potessi sperare di ricevere!!
Da ora in poi la lezione nella scuola professionale diventera' un appuntamento fisso del giovedi', e visto che ho compreso quali sono i limiti di una lezione che si svolge tra le 13.30 e le 15 e di un programma complicato so cosa dovro' preparare in vista della prossima lezione. 
Che dire? Sono contenta di essere coinvolta in questo nuovo lavoro e faro' del mio meglio fino all'ultima lezione (devono sostenere anche un test finale!)



lunedì 11 aprile 2011

il mio paese dei balocchi (la parafarmacia giapponese!)

Penso che sia necessaria una piccola introduzione: e' chiaro che la situazione in Giappone e' ben lontana dal considerarsi risolta, continuano i terremoti, le scosse di assestamento, gli allarmi tsunami e le preoccupazioni per la situazione delle centrali nucleari nelle zone colpite. Pero' piano piano la gente ricomincia a pensare alla vita di tutti i giorni, e anche io faccio come loro: quindi tenendo d'occhio le notizie ho deciso di riprendere a scrivere sul blog  di argomenti di vita quotidiana


Io trovo sempre qualche aspetto interessante nella vita in Giappone, ma confesso di trovare alcuni aspetti di questa vita decisamente imperdibili! 


Di cosa parlo?!?
Della immancabile visita in una qualsiasi parafarmacia giapponese, dove e' possibile acquistare praticamente ogni cosa!


Per cominciare, in Giappone, come in Italia ci sono farmacie e parafarmacie. Tutti noi conosciamo la differenza per quanto riguarda l'Italia, che riguarda essenzialmente la qualifica professionale delle persone che vi lavorano. Pero', possiamo trovare delle differenze fra farmacie e parafarmacie per quanto riguarda i prodotti in vendita?? Se ci sono risultano minime, non e' vero?


In Giappone, invece, farmacie (薬局) e parafarmacie (くすり屋) offrono una gamma di prodotti molto diversa! Nelle farmacie si vendono i medicinali prescritti dal medico, e un numero esiguo di integratori alimentari e prodotti per neonati: forse in questo sono simili alle farmacie italiane, con la differenza che nelle farmacie giapponesi non si possono acquistare medicinali di automedicazione).


Le parafarmacie giapponesi, invece, sono molto diverse! Prima di tutto si trovano in vendita prodotti per la casa (e in questo sono simili ai comuni negozi di casalinghi) e per la cura personale (e qui potremmo paragonarle alle profumerie). Oltre a questi, nelle parafarmacie si trovano alimentari a prezzi di gran lunga inferiori rispetto a quelli degli altri negozi (e qui cominciamo a entrare nel campo dei miei interessi) e, in alcuni casi, una sezione dedicata ai prodotti a 100 yen!! 


L'ambiente di una parafarmacia e' allegro, luminoso e pieno di cartelloni invitanti. All'interno del negozio si trovano sempre un sacco di filari pieni di prodotti da controllare (partendo dal principio del "potrebbe servire.." di solito si torna a casa con una bella spesa!) e gli altoparlanti diffondono una musichetta allegra! Un motivo per fermarmi in un negozio del genere e' l'acquisto delle caramelle di menta, che costano soltanto 58 yen invece dei 100 di tutti gli altri negozi!! Ma in realta' posso trovare tanti altri motivi per fare acquisti in questi negozi.


Insomma, per me la vera tentazione non e' rappresentata dai negozi di dolci, o dai supermercati: posso trascorrere un sacco di tempo all'interno di una parafarmacia giapponese e non torno mai a casa a mani vuote!! 


Chissa' se qualche altro straniero in Giappone condivide la mia passione per le parafarmacie?

giovedì 17 marzo 2011

Tutte le strade portano a Roma (16 marzo 2011)


Giornata piena, oggi, per il personale dell'aeroporto di Osaka!
Molte persone si sono dirette lì sperando di trovare un biglietto per andar via dal Giappone, ma non saprei dire quanti sono riusciti nel loro intento...
Stamattina anche io sono uscita di casa, ho preso prima un treno e poi un bus per andare all'aeroporto, ma confesso che mi piangeva il cuore! 
Perchè? Semplicemente perchè in tutto l'arco di questa crisi non conclusa non ho mai sentito la tentazione di scappare dal Giappone, perchè dopo giorni di aggiornamenti continui posso spiegare il funzionamento e il malfunzionamento di un reattore nucleare, e posso dare altre informazioni collegate a quanto accaduto che - mi sono resa conto - non riscuotono la stessa attenzione sui media italiani!
Insomma, la paura c'è eccome, ma un senso di minimo sollievo viene dalle informazioni trasmesse a ritmo continuo, dai visi esausti delle persone coinvolte a vario titolo in questa crisi che indicano il grado massimo del loro impegno. Non so se questo sia l'approccio migliore a un fatto simile, so che mantengo intatta la mia fiducia in questo paese e nei suoi abitanti, e nel fatto che queste persone sapranno riprendersi anche in questo frangente.

Ma torniamo alla giornata di oggi: come dicevo, sono uscita per andare a prendere il treno, e visto che le ruote della mia valigia sono alquanto rumorose mi sono scusata con una vecchietta che camminava vicino a me. Allora mi ha chiesto da dove vengo, e se fossi in partenza a causa del terremoto... Quando le ho spiegato che si trattava di un viaggio programmato da mesi mi ha ricambiato con un sorriso enorme, e due parole "bene, infatti per ora qui siamo tranquilli".
Veniamo al secondo incontro della giornata: aspettavo il bus per l'aeroporto e mi sono messa a chiaccherare con un'altra signora. Mi ha detto che tornava dalla famiglia a Okinawa, e con un sorriso mi ha descritto le bellezze della sua isola. Le ho chiesto della situazione attuale e lei mi ha detto "sì, c'è un grave pericolo ma loro (a Fukushima) lavorano per tutti noi".

Insomma, quando sono arrivata in aeroporto il mio umore tetro era già cambiato!!
Mentre facevo la fila per il check in ho potuto conoscere altri italiani: alcuni mostravano i segni di un forte stress, ed erano parecchio impauriti (però riportavano nei loro discorsi solo dati dei quotidiani italiani - "forse non conoscono la lingua?", ho pensato).
Altre persone invece mostravano anche una forte delusione: in certi casi si trattava di qualcuno che, per lavoro o per vacanza, si trovava nel paese e rendendosi conto della situazione relativamente stabile della zona di Osaka non desiderava assolutamente partire!!

Qualcuno ha lasciato la fidanzata a Tokyo, perchè costretto a ripartire dai familiari, e mostrava una tristezza che io posso capire benissimo...
Il volo è stato ottimo, ha impiegato più tempo del previsto perchè ha cambiato rotta evitando la parte Nord del paese, ma mi ha riservato piacevoli sorprese come un inatteso cambio di posto in business class °\(^.^)/° e la conoscenza di una ragazza simpaticissima con cui ho fatto amicizia!

Sono felice di essere arrivata in Sardegna, la mia terra mi è mancata in questi mesi, ma vi confesso una cosa: non vedo l'ora di tornare in Giappone perchè alla fine è il Paese in cui vivo e il Paese che ha conquistato la mia fiducia giorno per giorno, prima e durante questo momento difficile!!

lunedì 14 marzo 2011

riassunto delle notizie della tv e dei giornali giapponesi a proposito delle centrali nucleari di Fukushima (aggiornato al 13 marzo)


il dato sulla gravita' del problema alla centrale di Fukushima e' stato fornito subito dopo il terremoto, infatti i livelli di radioattivita' intorno alla centrale erano 1000 volte superiori alla norma (ad esempio un viaggio aereo fa assumere un livello di radioattivita' 10 volte superiore alla norma - non lo sapevo nemmeno io ma viene da un quotidiano). per lo stesso motivo fin da subito hanno fatto evacuare le persone in un perimetro di 20 km intorno alla zona, che sono diventati 40 il giorno successivo (insomma, hanno fatto evacuare 185000 persone - seconda la tv giapponese di ieri).
nonostante tutto ci sono ancora delle persone che non hanno lasciato le loro case, e ci sono dei casi di persone che presentano sintomi da esposizione a radiazioni.
ora visto che l'evacuazione coinvolge 185.000 persone, confrontando questo dato con i numeri delle persone che presentano sintomi di avvelenamento da radiazioni che cosa viene da pensare? io avevo sentito in un primo tempo (il giorno successivo al terremoto) che su 190 persone che erano state controllate le persone contaminate erano 23, poi questa cifra e' aumentata ma non superava (ieri - 13 marzo) le 50 unita' in un insieme di 185.000 persone.
quando sono arrivate le scosse l'impianto si e' spento automaticamente. questa e' la norma anche per i semplici apparecchi elettrici in Giappone. pero' nel reattore 1 il liquido di raffreddamento era sceso sotto il livello di guardia e quindi il reattore era in una situazione di rischio grave (questo e' il momento in cui il livello di radioattivita' ha raggiunto un valore 1000 volte superiore alla norma).
hanno cercato di diminuire la temperatura inserendo dell'acqua nello spazio di risulta tra l'esterno e la camera del reattore, ma visto il calore si e' formato dell'idrogeno che ha fatto saltare la copertura ESTERNA della parte superiore dell'edificio. il reattore non e' stato interessato dall'esplosione.
i tecnici stanno lavorando per diminuire la temperatura all'interno del reattore, e per questo usano l'acqua di mare (come si diceva anche nell'articolo del Mainichi Shinbun) e ieri i livelli di radioattivita' intorno alla centrale erano DIMINUITI (finalmente).
certo, c'e' anche un secondo reattore, il numero 3, che ha subito la perdita parziale del liquido di raffreddamento, ma come dicevo i livelli di radioattivita' stanno diminuendo, e il lavoro alla centrale non si ferma (e, che io sappia, non ci sono state altre esplosioni).
questi sono i fatti, non sono rose e fiori ma non comprendono il sensazionalismo che viene dai media italiani. io credo a questi fatti, e credo che questo paese sia perfettamente in grado di venirne a capo.