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domenica 2 ottobre 2011

Posso chiedervi un favore?

Quando si comincia a tenere un blog sulla vita in Giappone magari si parte con poche certezze, ma piano piano si viene conquistati dalla possibilita' di comunicare ad altri le proprie scoperte o sensazioni. E poi, riuscire a dare una mano in caso di bisogno da' certamente soddisfazione.


Oggi un'amica si e' trovata ad affrontare un problema di plagio del suo blog, e questo mi ha fatto riflettere: sulla mia pagina si trova un po' di tutto, piu' o meno utile a seconda dei casi. Ovviamente potete utilizzare questi contenuti, ma vi chiedo una sola cortesia: avvisatemi! Il permesso non vi verra' negato ma almeno sapro' fin dove arrivano le mie parole.


Grazie per la  vostra attenzione, e a presto per un nuovo post! 


martedì 27 settembre 2011

Lavorare da casa in Giappone? Non e' impossibile!

http://ameblo.jp/sachi33rabbit/archive1-200806.html

Quanti di noi in Italia hanno sentito parlare di "tele-lavoro"? Con questa parola si indicava una mirabolante opportunita' di guadagno che si poteva conseguire senza uscire da casa propria. E quante persone ci hanno provato?!?
Io faccio parte di quel gruppo di persone, lo ammetto! E non ho mai trovato delle opportunita' concrete e affidabili per lavorare da casa in Italia... (spero che ad altre persone sia andata meglio!)
E invece, per chi non lo sapesse, in Giappone esiste anche una possibilita' di lavorare da casa! Si tratta delle lezioni di lingua online. La paga e' piu' che dignitosa, e considerato che si lavora da casa non ci sono grossi problemi nello svolgere un lavoro simile! 

http://www.material.ne.jp/~tsurukawa/image/illust01s.jpg
Certo, come in tutti i lavori collegati all'insegnamento bisogna essere in grado di fornire allo studente le nozioni di cui ha bisogno, e capirne le potenzialita': tutto questo va svolto da casa, senza nessun contatto diretto con lo studente e questo aspetto puo' risultare alquanto impegnativo. Ma si possono incontrare degli studenti di italiano che desiderano soltanto qualcuno per fare conversazione, e allora il lavoro diventa decisamente facile!
Non conosco altri tipi di lavoro che si possano svolgere da casa anche qui in Giappone (attenzione: chi progetta di venire ad abitare qui non puo' ottenere un visto di lavoro con questo genere di occupazioni) ma indubbiamente il lavoro online puo' essere d'aiuto per le piccole spese (come la bolletta del cellulare o qualcosa del genere). 
Quindi, se siete qui in Giappone e cercate una piccola entrata extra perche' non provate a cercare fra le ditte che offrono corsi di lingua straniera online? 

martedì 20 settembre 2011

C'e' un Caffe' italiano vicino a casa nostra!

www.lucafe.jp
Ieri sera, durante il giro per la spesa settimanale, sono riuscita a convincere mio marito a fermarsi in un piccolo  Caffe' lungo la via.
Lo avevo individuato da qualche settimana, ma ero un po' in dubbio perche' temevo che il nome "Lucafe" fosse soltanto un esempio di uso improprio di parole straniere (un fenomeno che si puo' verificare in alcuni casi all'interno della lingua giapponese). Pero' ieri siamo andati a curiosare, e visti i risultati devo dire che abbiamo fatto proprio bene!
Il locale e' piccolino, e si trova su una traversa laterale che si immette verso Minami Tawara (una zona agricola di Ikoma); e' stato aperto da un italiano di nome Luca, che si trova in Italia fino al 27 Settembre ma ha lasciato la sua attivita' in mano a un secondo italiano! Quindi, con un solo viaggio ho scoperto l'esistenza di ben due italiani che abitano nella mia stessa zona, non male vero?!?
Veniamo all'offerta di cibo e bevande del locale: trattandosi di un Caffe' le bevande disponibili sono parecchie (dall'espresso in poi, passando per la birra Moretti e i vini bianchi e rossi). Abbiamo bevuto un espresso che non era poi tanto male, e costava 300 yen (circa 2.8 euro) - un prezzo ragionevole in questo paese.
Il menu delle pietanze comprende antipasti (tra cui prosciutto crudo, salame e gorgonzola), pasta, pizza e insalate.
Noi abbiamo mangiato la pizza, di grandezza media (il diametro di un piatto piano) e dalla pasta leggermente alta. A me e' piaciuta, finalmente ho potuto assaggiare del vero formaggio (al contrario del solito formaggio "trattato" che si usa abitualmente nella cucina giapponese) e anche polpo e arselle erano molto saporite!
Unica nota negativa il prezzo, 1500 yen (circa 14 euro), che in rapporto al diametro della pizza e' da considerare un po' eccessivo...
E per concludere, al momento di pagare il conto, ho notato qualcosa di sorprendente: un espositore italiano con caramelle e gomme da masticare che di solito si possono acquistare solo in Italia! Presa da un impulso nostalgico ho acquistato le Vigorsol Air per 200 yen ( nemmeno due euro, praticamente lo stesso prezzo a cui vengono vendute in Italia).
Giudizio finale: questo Caffe' non offre prezzi particolarmente convenienti, ma la presenza di un titolare italiano e l'aria che vi si respira mi spingono a consigliarne la visita (nel caso vi trovaste a passare per Ikoma, ovviamente!).

domenica 4 settembre 2011

appunti di J-Pop (alcune cantanti giapponesi che mi piacciono)

  
Approfittando del fine settimana, e di condizioni meteo non proprio accettabili, ho pensato di creare una piccola nota con qualche informazione sui cantanti giapponesi che io apprezzo di piu'.
Il discorso e' un po' lungo quindi per il momento mi limitero' a segnalarvi tre cantanti donne che seguo, e apprezzo per le loro canzoni (che da un punto di vista pratico sono anche facilmente eseguibili al Karaoke: per uno straniero in Giappone questo aspetto non e' da sottovalutare!).

Ovviamente le segnalazioni da fare sarebbero molte di piu', e certamente i miei gusti rappresentano solo uno dei tanti possibili approcci alla musica giapponese, quindi perdonatemi se non troverete anche il nome della vostra cantante preferita!!
Cominciamo da Rie Fu:
Il suo nome completo e' Rie Funakoshi, ha abitato in America, e dopo il ritorno in Giappone si e' diplomata in discipline artistiche a Londra. Al momento vive a Tokyo, ma si sposta frequentemente per promuovere le sue attivita': infatti, oltre alla musica e' una pittrice e illustratrice, e in qualche caso si organizzano delle mostre con le sue opere.

Per quale motivo seguo questa cantante?
In un primo tempo, quando mi trovavo ancora in Italia e la mia comprensione della lingua giapponese era minima, ho apprezzato la sua pronuncia chiara, e i suoi testi lievi (che colpiscono l'immaginazione).
Conoscendola meglio mi sono resa conto che le sue canzoni in inglese sono altrettanto valide, e la sua pronuncia e' decisamente al di sopra della media (e mi inserisco fra gli stranieri che usano l'inglese con una pronuncia mediamente accettabile - anche se non molto corretta).
Inoltre, questa cantante scrive i suoi testi, e questo - ai miei occhi - rappresenta un altro punto a suo favore.
L'attivita' musicale di Rie Fu, cominciata nel 2004, non si e' mai fermata da allora; per quanto mi riguarda ho deciso di postare il video della canzone che mi ha fatto conoscere questa cantante: il titolo e' 5000 miles, e il testo parla di un amore a distanza (una distanza di 5000 miglia, piu' o meno la stessa esistente tra Roma e Osaka) e della forza derivata dalla consapevolezza dell'esistenza dell'altro.

Mi sono trovata in una situazione simile per tanti anni, e quando ci si riconosce nel testo di una canzone l'interesse per l'autore nasce spontaneo, vero? 



Continuiamo con Chitose Hajime:
questa cantante e' originaria di Okinawa, e il suo modo di cantare e' molto particolare.
In un primo momento non aveva preso in considerazione la carriera musicale, ma e' tornata sulle sue decisioni dopo aver deciso di interrompere gli studi. 

Come Rie Fu anche questa cantante scrive i suoi testi, ma - sfortunatamente - ha pubblicato pochi album e meriterebbe maggiore fortuna...



Questa cantante mi piace perche' nelle sue canzoni si puo' sentire lo spirito di Okinawa, siamo in Giappone ma sembrerebbe quasi un posto diverso ed e' una sensazione veramente particolare! Passando ai testi, forse la sua pronuncia e' meno chiara rispetto ad altre cantanti (Chitose Hajime canta in falsetto) ma il testo delle sue canzoni e' molto bello e si ascolta volentieri.
Infine, una piccola curiosita': all'inizio, non parlando giapponese mi vergognavo  parecchio quando si trattava di usare questa lingua... Poi ho cominciato a frequentare la scuola di giapponese e le mie capacita' sono migliorate: in questo momento ho anche cominciato a conoscere il Karaoke, e questa canzone e' stata la prima che ho cantato davanti ad altre persone!! E' stata un successo quindi la ricordo con molto piacere (e nel Kansai gli amici non si mettono particolari problemi nel prendere in giro i tuoi sbagli - per esempio quando mi capita di giocare a bowling divento lo zimbello di tutti gli altri, ehm...).
Per concludere parliamo di Angela Aki:
figlia di un giapponese e di una italo/americana ha studiato negli Stati Uniti per poi tornare in Giappone. Ha sempre inseguito il sogno di sfondare nel mondo della musica, e per questo motivo ha prodotto direttamente i suoi primi album.

La fama e' arrivata quando ha partecipato alla colonna sonora di un gioco della serie di Final Fantasy, e da allora la sua strada e' stata molto piu' facile.

Io l'ho conosciuta grazie ai suoi primi album, ed ho trovato interessante il fatto che solitamente canti suonando il pianoforte (non e' certo uno strumento musicale comune nei concerti di musica pop). Le sue remotissime radici italiane, e il fatto che molti conoscenti mi hanno detto che le somiglio (sara' dovuto al naso pronunciato?) mi hanno incuriosita e pian piano mi sono interessata alle sue canzoni. Il mio interesse e' arrivato al punto di farmi anticipare un viaggio in Giappone all'inizio del 2007 per poter assistere a un suo concerto a Tokyo!
Il suo stile e' un po' cambiato rispetto ai primi album, ma le sue canzoni hanno accompagnato gran parte dei momenti piu' belli che ho trascorso in Giappone quindi il mio interesse rimane immutato.

Il video che vedete qui usci' all'inizio del 2007 (e ascoltavo spesso questa canzone nel periodo di 3 mesi che avevo trascorso a Osaka per studiare la lingua): il testo comincia con due persone che camminano lungo un fiume nel periodo della fioritura dei ciliegi, ed e' pieno di riconoscenza e rimpianto. In un primo momento verrebbe da pensare che lei si rivolga a un suo innamorato, ma in realta' il soggetto di questa canzone e' la nonna, morta qualche anno prima.



Non conosco il grado di popolarita' di queste tre cantanti, ma se vi capita perche' non ascoltare qualche loro canzone? 

domenica 28 agosto 2011

Il Ramune, istruzioni per l'uso.

Eccomi qui!
Dopo una lunga pausa (dovuta a impegni di lavoro e alle vacanze estive) torno ad occuparmi del Blog.

Oggi vorrei parlarvi del Ramune. Di cosa si tratta?!?
Il Ramune e' una bibita gassata che si acquista abitualmente in Giappone, e fin qui non troviamo niente di diverso dalle tante bibite gassate che si possono acquistare in Italia. Il gusto "classico" del Ramune e' limone/lime, e anche qui niente di particolare.

Forse il Ramune ha una lunga tradizione alle spalle? 
Infatti, la sua prima comparsa risale al 1872 (durante il periodo Meiji) e da allora la sua produzione non si e' mai fermata.

Tuttavia, la sua particolarita' e' un'altra...
Il Ramune viene venduto in bottiglie singole (sara' impossibile acquistarne una bottiglia da 1,5 litri come per tutte le altre bibite), e queste bottiglie hanno una forma particolare (come potete vedere dalla foto).

La bottiglia, dalla forma affusolata, presenta due parti distinte, collegate da una piccola apertura. La bottiglia e' normalmente in vetro, chiusa da un tappo in plastica che contiene, al suo interno, una piccola sfera di vetro.


Ora, vi chiederete il motivo della presenza della piccola sfera in vetro, giusto? Senza questo piccolo dettaglio il nostro Ramune continua a non presentare nessuna particolarita' rispetto a tutte le altre bibite gassate che si producono altrove. Non rimane che provarla!


Allora dopo aver eliminato il riverstimento in plastica che blocca il tappo controlliamo lo stato del nostro Ramune: notiamo un tappo in plastica di due colori diversi, in cui la parte superiore - mobile - e' pensata appositamente per spingere la nostra sfera di vetro all'interno della bottiglia.
Quindi non rimane che spingere la sfera, e vedere che cosa succede...



Il primo risultato e' il rischio concreto di una doccia non programmata: il Ramune e' una bibita gassata e quando noi spingiamo la sfera di vetro dentro la bottiglia questa va a chiudere la parte inferiore, e il gas contenuto nella bevanda cerca logicamente di venire fuori!
Quindi attenzione: se vi capitera' di provare il Ramune apritelo nelle immediate vicinanze di un lavandino, cosi' potrete tenere sotto controllo piu' agevolmente la bottiglia e non rischiare una doccia!!

Qui potete osservare l'aspetto di una bottiglia di Ramune aperta, e la sfera di vetro al suo interno. Per chi non e' pratico questa piccola sfera puo' rappresentare un problema quando di beve la bibita, in quanto tende a scivolare verso l'esterno bloccando completamente. E il suo gusto "zuccheroso" potrebbe non incontrare il favore 
E allora perche' continuare a parlare di Ramune?!? E perche' provarlo?

Il Ramune fa parte della storia del Giappone, viene prodotto ininterrottamente dal 1872 e da allora ha sempre trovato dei clienti entusiasti che si sono lasciati rapire dai vari aspetti preparatori collegati alla consumazione di questa bibita. Certo, la bibita si e' dovuta adattare al passare del tempo, e viene prodotta in una serie di gusti diversi, ma per i giapponesi rappresenta parte del loro passato e provarla significa provare - in piccolo - un aspetto della tradizione giapponese. Se non siete ancora convinti aggiungo un piccolo dettaglio: il Ramune costa pochissimo! Si va dai 68 yen per una bottiglia in plastica, passando per gli 88 yen di una bottiglia in alluminio (comunque non ve le consiglio, se volete rispettare la tradizione dovete assolutamente acquistarne una in vetro!) ai 100-150 yen per una bottiglia in vetro.

Come potreste intuire dalle mie foto io ho deciso di provare un gusto diverso di Ramune, il gusto fragola:mi piacciono le novita' e in questo caso il Ramune al gusto fragola e' stato promosso a pieni voti! 



Il Giappone si presenta agli occhi di un osservatore come una terra in cui la tradizione e l'innovazione convivono e caratterizzano gli aspetti della vita quotidiana, e il nostro Ramune rappresenta una sintesi perfetta di questi due elementi. Quindi, la domanda e' una sola: "se vi capitera' di andare in Giappone perche' non provarlo?"

martedì 28 giugno 2011

Il lavoro piu' bello del mondo!


A volte l'incauto straniero pensa di aver capito tutto del Giappone, ma in quel momento capita qualcosa che fa capire quanto la strada della comprensione (e della scoperta del Giappone) sia ancora lunga!

E questo e' quanto e' avvenuto anche nel mio caso: un lavoro da insegnante di italiano, anzi parecchi lavori da insegnante part-time, e una permanenza in Giappone di quasi tre anni, ma ancora cosi' tanti aspetti del Giappone da scoprire!

Oggi vi parlero' di una persona che svolge un lavoro decisamente interessante: ha studiato le lingue straniere all'Universita', e dopo la laurea ha perfezionato l'italiano riuscendo a conseguire la patente per svolgere il lavoro di guida turistica per italiani in Giappone!

Noi italiani, abituati a vedere i gruppi di turisti giapponesi che camminano lungo le strade di Roma o altrove, forse non immaginiamo che in Giappone ci possano essere persone preparate che possono guidarci alla scoperta del Sol Levante, o mi sbaglio? Presentare ai turisti le meraviglie di Kyoto, nonostante l'impegno richiesto, e' una gioia e per questo motivo io penso che il lavoro della persona che ho conosciuto possa considerarsi come il lavoro piu' bello del mondo!!

Quindi scrivo queste poche righe per dirvi che una brava guida vi aspetta per portarvi a scoprire i monumenti piu' importanti della zona di Kyoto, e per mostrarvi alcune delle localita' che abbiamo visitato insieme aggiungendo qualche parola della spiegazione che ho ricevuto .

- 二条城 (Il Castello Nijojo-)
Nelle sale del Castello hanno alloggiato per secoli lo shogun e i suoi dignitari, il giardino venne disegnato dal maestro reale della cerimonia del the e la visita presenta aspetti molto interessanti (a mio parere il pavimento "scricchiolante" del palazzo Ni-no-maru, pensato appositamente per prevenire gli attacchi di sorpresa da parte dei nemici, e' qualcosa di impagabile!).
Per finire, in queste sale sono stati firmati gli accordi con cui i vari dignitari locali restituivano il potere nelle mani dell'imperatore, dando l'avvio a quella che viene comunemente definita "Restaurazione Meiji" e che significa, per il Giappone, l'entrata nell'era moderna.




- 宇治・平等院 (Il tempio Byo-do-in a Uji)
Il Kanpaku Fujiwara Yorimichi nel 1052 decise di donare la sua villa per costruire un Tempio, che sotto le insegne della religione, e precisamente del Buddismo che era appena giunto in Giappone, si proponeva di fornire asilo a tutte le persone, indipendentemente dalla loro classe sociale.
Cosi' nacque il Tempio Byo-do-in, costruito in posizione ottimale nella cittadina di Uji (famosa fin dall'antichita' per la sua tipica varieta' di the e citata anche nel "Genji Monogatari"), decorato da statue e rilievi opera del migliore scultore del Giappone di quel periodo, e dalle pitture - altrettanto famose - che spiegano ai fedeli l'arrivo del Budda e dei santi buddisti per prelevare l'anima dei defunti dopo la morte.
Il discorso sui nove gradi di beatitudine necessari per raggiungere il Nirvana, sulla reincarnazione e sui diversi modi di raffigurare gl "angeli" li lascio agli esperti del settore. Per quanto mi riguarda mi limito a postare alcune delle foto che ho scattato in quell'occasione.


lunedì 30 maggio 2011

Oggi cucino io - una torta!

Oggi vi raccontero' la storia avvincente del mio primo approccio alla cucina con il microonde, e per farlo usero' la ricetta di qualcosa di essenziale: in parole povere vi raccontero' come preparo la torta utilizzando il meraviglioso forno a microonde che abbiamo in casa!
Intendiamoci, questo non vuol dire che in Giappone non si vendano le torte, non esiste niente di piu' lontano dalla realta'! Pero' questi dolci presentano dei limiti per me insostenibili...
Prima di tutto parliamo del prezzo e delle dimensioni.
Una torta giapponese ha il diametro medio di un piattino da dolce, che tradotto in pratica vuol dire 15-20 cm (quando va bene). Parlando del prezzo, una torta di queste dimensioni ha un prezzo che parte dai 1500 yen in su (circa 13 euro). Infine, le torte che si possono acquistare nelle pasticcerie giapponesi presentano un problema di difficile soluzione: la farcitura, o la copertura, preparata con panna o latte mi impediscono di apprezzarle al meglio (a causa della mia lieve intolleranza al lattosio).
Oltre a questo ci sono anche dei limiti pratici, come la distanza tra casa e pasticceria e la mancanza di un adeguato mezzo di trasporto, che mi rendono difficile andare a fare acquisti...

Quindi ho deciso di passare al "fai-da-te", e questa e' la ricetta media di una torta, per due persone, da preparare col microonde impostato a 180 gradi per una cottura di 35/40 minuti (dipende dal contenuto della torta, ricordate soltanto di non aprire assolutamente il forno nei primi 10/15 minuti di cottura) .

Cominciamo: per preparare una torta per due persone io uso normalmente due uova e 50 grammi di zucchero che mescolo in una ciotola. La quantita' di zucchero puo' variare in base al vostro gusto personale, cosi' come le uova (io amo il gusto dell'uovo ma penso che usare tre uova per due persone renda la torta piuttosto pesante). Per quanto riguarda lo zucchero, io preferisco quello di canna ma voi potete usare anche quello semolato.


Quando il tutto e' ben amalgamato unisco la farina, di solito utilizzo 150 grammi di farina 00.


Dopo una bella mescolata, e la sicurezza di aver eliminato tutti i possibili grumi di farina, unisco circa 50 grammi di burro (o margarina, a seconda del vostro gusto personale) e continuo a mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo e senza grumi.






Dopo di questo passiamo al contenuto. Che tipo di torta vogliamo preparare? La torta si adatta tranquillamente ai vostri desideri: per esempio, avete della cioccolata in polvere? Vi bastera' incorporarla nell'impasto per preparare una buonissima torta al cioccolato! Oppure avete dei progetti diversi? Perche' non provare ad adattarli a una torta? Nel mio caso ho deciso di preparare una torta "tropicale", utilizzando un kiwi, delle fette di ananas in scatola e un mango che mi avevano regalato. Quindi ho frullato la frutta per incorporarla nell'impasto.


Ed ecco l'impasto dopo l'aggiunta del frullato di frutta! (non si nota nessuna differenza particolare, se non fosse per i semini di kiwi che si possono intravedere nell'insieme).



Ora passiamo a un altro tocco "tropicale": unisco all'impasto del cocco disidratato che si acquista tranquillamente al supermercato.

Ed ecco il momento del lievito, normalmente e' sufficiente la punta di un cucchiano da caffe' (considerata la quantita' di farina e altri ingredienti utilizzati e le dimensioni del forno a microonde).


Per finire parliamo della "teglia": dopo un numero incalcolabile di teglie di carta ho optato per una soluzione piu' ecologica, la pirofila in vetro: ovviamente, prima di versare l'impasto anche la pirofila va imburrata e infarinata!!


Cuociamo il tutto nel microonde per 35/40 minuti a 180 gradi, controllando con uno stuzzicadenti se la cottura e' terminata o meno (se lo stuzzicadenti inserito al centro della torta si estrae facilmente e non presenta residui la cottura e' ultimata, altrimenti e' consigliabile proseguire per alcuni minuti).

Ecco a voi il risultato finale, una torta "tropicale" non eccessivamente asciutta che si consuma con piacere e puo' essere conservata per alcuni giorni.

Chissa' se sono stata utile? Se avete qualche domanda scrivetemi pure!! Buon appetito a tutti!!