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sabato 1 settembre 2018

La misura del tempo in Giappone (seconda parte)

Eccomi di nuovo a voi, ormai siamo tornati in Giappone e stiamo ricominciando con la solita routine.

Come vi dicevo, con il mese di marzo sono arrivate due nuove incombenze: un incarico nel comitato dei genitori dell'asilo, e una nuova lezione di italiano a Osaka.

sabato 24 febbraio 2018

Strani lavori giapponesi


In questo ultimo periodo mi sono ritrovata, più volte, a ricoprire ruoli di lavoro un po' “particolari” qui in Giappone. Non mi sarei mai aspettata di poter fare cose tanto diverse! Intendiamoci, sto parlando di lavori temporanei, e con una buona paga, e sempre disciplinati da un contratto e da regole.

E, sperando di aver destato la vostra curiosità, ora vi racconterò di che si tratta.

Cominciamo dal mese di settembre 2017.
Certo, è un bel passo indietro, ma ne vale la pena.

Quando stavamo terminando il nostro periodo di vacanza in Sardegna, una mia amica mi aveva scritto. C'era bisogno di una persona che partecipasse ad una ricerca di mercato... Una nuova ditta di Osaka aveva cominciato a mettersi in luce online, proponevano alcune posizioni lavorative, ma anche la partecipazione a delle ricerche di mercato.

Prima della partenza per le vacanze estive avevo cercato, senza successo, di farmi includere nel gruppo dei fortunati assaggiatori di snacks (per una ditta che cercava dei pareri prima del lancio di nuovi prodotti), e avevo fatto domanda anche per una seconda ricerca di mercato. Nessuna delle due era andata a buon fine, quindi avevo un po' perso interesse... Ma poi era arrivato quel messaggio, e mi ero detta che valeva la pena fare un altro tentativo.

E così, anche se non lo sapevo ancora, stavo cominciando il mio viaggio alla scoperta dei lavori più particolari che offre il Giappone.

La prima ricerca di mercato riguardava gli epilatori, quei simpatici elettrodomestici, croce e delizia delle donne di tutto il mondo. E dirò di più, la ricerca di mercato riguardava una delle maggiori compagnie produttrici di elettrodomestici del mercato giapponese. E quindi, imbarazzo iniziale a parte, era andato tutto bene e mi ero pure divertita.

Dopo questa prima ricerca di mercato dovevo comunque tornare al mio lavoro di tutti i giorni, quindi non cercavo di approfondire queste esperienze. E invece mi sono subito ritrovata in mezzo a una nuova ricerca di mercato, seppure di natura completamente diversa!

Una sera, accendendo il pc, avevo trovato un avviso per la ricerca di un mistery shopper proprio a Osaka!! Un mistery shopper è un personaggio che finge di acquistare un prodotto (o magari lo acquista davvero) per valutare una serie di caratteristiche che riguardano il negozio e il suo personale. Insomma, una spia, anche se per una buona causa.

L'incarico riguardava due marchi di lusso, che vendono prodotti di pregio (quindi parliamo di un target ben lontano dalla mia vita quotidiana), due negozi in ciascuna parte della città, da visitare due volte nello stesso giorno per un totale di otto visite: avrei dovuto far finta di essere alla ricerca di un regalo per un familiare, o per un collega di lavoro, fare domande ma non perfezionare l'acquisto. Non avevo un'idea ben chiara per quanto riguarda l'esecuzione, ma riflettendoci su avevo scelto l'opzione del regalo per un familiare, che mi permetteva un più ampio margine di manovra.

E così avevo passato una domenica di ottobre, tra un tifone appena passato e un nuovo tifone in arrivo, chiedendo informazioni su borse di pelle, portafogli, e gioielli in oro che costavano quanto un biglietto per tornare in Italia. Contavo su un cambio di turno del personale, per poter ripetere le mie richieste ed evitare situazioni imbarazzanti, ma purtroppo ho scoperto che in una delle due catene di negozi il personale non cambiava turno!! Ero in una situazione molto imbarazzante, con quale faccia tosta sarei potuta tornare nello stesso negozio dopo la pausa pranzo? Non potevo certo cambiare versione, ed avevo già utilizzato il pretesto del regalo per un familiare... Per fortuna una intuizione mi aveva permesso di risultare abbastanza credibile anche durante la mia seconda visita: per puro interesse personale avevo domandato informazioni soltanto sui gioielli in oro bianco, e allora la mia seconda visita si poteva giustificare al meglio con la curiosità relativa agli stessi modelli in oro “giallo”.

Questo, per quanto riguarda la mia seconda esperienza con i lavori non canonici in Giappone. Ma il tutto non si era concluso qui!
Poi era arrivata la partecipazione, ben pagata, alla preparazione di un software per la sicurezza autostradale, con una serie di mini test in cui il computer doveva registrare le mie reazioni (insieme a quelle di tutti gli altri partecipanti). E con questo pensavo di aver già visto abbastanza.

Ma il mese scorso mi è arrivata una nuova opportunità. A dirla tutta, speravo di venir scelta per un test su un asciugacapelli, ma invece gli epilatori sono tornati a fare capolino nella mia vita. Confesso che, oltre alla solita curiosità in questo caso esisteva un po' di timore, perchè il test avrebbe riguardato delle zone piuttosto sensibili...

Se vi state chiedendo come è andata a finire, scrivo a due settimane dalla fine di questo mio ultimo test. Non ci sono stati momenti di disperazione (magari qualche pensiero non esattamente educato, che sono stata in grado di tenere per me), e nemmeno dolorose conseguenze. Insomma, un nuovo lavoro pagato, una nuova esperienza che difficilmente potrò inserire in un currriculum ma che di sicuro dimostra quante opportunità insperate possa offrire questo paese.

Per ora sono in pausa, non sto cercando nuovi lavori part time e mi sto preparando per il mese di aprile, quando tornerò a lavorare per il mio corso di italiano. Ma se si dovesse presentare qualche nuova opportunità curiosa, cercherò sicuramente di coglierla al volo.

E voi che mi dite, avete mai fatto qualche tipo di lavoro “particolare”?

domenica 29 gennaio 2017

Andar per templi - Houzanji (宝山寺)

Se qualcuno non se ne fosse ancora accorto, a me piace andare a visitare i templi della zona. Ho una predilezione per quelli che riescono a trasmettere qualcosa, ed ho pensato di portarvi a vedere alcuni dei miei preferiti.

Nella prefettura di Nara la spiritualita' e' molto sentita, ma i templi in cui e' possibile sentire pregare i fedeli a voce alta sono rari.

Houzanji, a Ikoma, e' uno di questi.
Nato, in principio, come area di preparazione per i monaci buddisti, venne costruito sopra il monte Ikoma anche per far cessare le varie dispute sull'area da parte dei vari signorotti locali.

L'area di training venne aperta nel 655 d.C. mentre il santuario vero e proprio soltanto nel 1678.
Il tempio divenne molto popolare durante il periodo Edo, e anche nelle fasi successive accolse la devozione di alcuni fra i personaggi piu' importanti della storia del Giappone.

La costruzione della prima cable car, nel 1918, ha permesso di garantire un servizio che continua ancora oggi, e conta - ai giorni nostri - un numero di passeggeri pari a tre milioni di individui all'anno.

Una piccola curiosita' e' data dalla religione animista degli immigrati coreani di seconda generazione: uno dei loro luoghi di culto e' localizzato sullo stesso monte Ikoma,

E ora, se siete pronti, vi porto a visitare Houzanji,
Approfitteremo dei giorni di festa per il capodanno, quindi non spaventatevi per la folla.

Per prima cosa, saliamo sulla cable car.
Sono presenti diverse vetture, ma quelle piu' popolari hanno la sagoma di un cane e un gatto, che sono diventati le mascottes di questa linea ferroviaria,

Saliamo sul vagone e godiamoci la breve salita (sei minuti in tutto), che porta fino alla stazione di Houzanji, Volendo si puo' continuare fino alla cima della montagna cambiando vettura, per raggiungere il parco dei divertimenti di Ikoma (in realta' piuttosto datato), ma oggi i nostri programmi si svolgeranno diversamente.

Usciamo dalla stazione, e dopo qualche passo giriamo a destra: davanti a noi si apre una serie di scalinate che sembra infinita. Alcune stime parlano di un migliaio di scalini, in realta' intervallati da punti di sosta e, addirittura da strade asfaltate. Ma l'impressione di qualcosa di interminabile, permane a lungo.

A seconda dei periodi, le scalinate sono allietate da alberi in fiore, sole e qualche piccola esposizione di oggetti in vendita, In inverno e' quasi tutto chiuso, ma se avete fortuna potreste riuscire a vedere la neve, e vi posso assicurare che ne vale la pena.


Siamo arrivati all'ingresso, eccoci davanti al Torii monumentale. Restaurato nel 1982 (come dicono i pannelli informativi che si trovano alla stazione) ha un'apparenza severa e scarna, ma che comunque lascia trasparire quel che ci aspetta all'interno: sacralita', e vero desiderio di avvicinarsi all'eterno.

Oggi e' tutto pieno. Anche se il capodanno e' passato da un paio di giorni il numero di persone presenti e' alto, considerando la zona in cui ci troviamo.
Saliamo un'altra rampa di scale, e entriamo all'interno del recinto del tempio vero e proprio (notare, alla vostra destra, un pannello che ricorda il segno zodiacale cinese associato all'anno in corso).




Dentro ci aspetta la folla delle grandi occasioni!
Le festivita' hanno radunato un numero impressionante di persone, che vogliono chiedere qualcosa alle divinita' che li osservano dagli ambienti di questo complesso templare. Eh gia', perche' a differenza di molte altre localita' simili, qui a Houzanji si riesce a percepire un livello di contatto spirituale piu' alto di quello degli altri templi, che risulta evidente in tante piccole cose, a cominciare dall'affluenza in questi momenti dell'anno.

Quindi bisogna mettersi in fila, una cosa che i giapponesi riescono a fare con una pazienza invidiabile, e aspettare, muovendosi a tempo col gruppo, e fermandosi in ciascuna delle tappe. Il copione non cambia: si raggiunge il tempio, si lancia una piccola offerta nella cassetta e si prega, dopo aver scosso per tre volte una corda legata a un piccolo tamburo o a delle campanelle.

Ma noi abbiamo un bambino piccolo, e impaziente, con noi!
Quindi dopo un po' decidiamo di saltare la fila, e di procedere direttamente verso la parte piu' alta del complesso templare.
Il figlio fa del suo meglio, anche se sta pensando intensamente a un palloncino che ha intravisto in una delle bancarelle... In ogni caso continuiamo a salire, e ci dirigiamo sulla sinistra, dove di fronte a un'altra pagoda si apre una scalinata in cui si trova una serie di divinita' giapponesi preposte alla salvaguardia dei tanti visitatori che si avventurano fin lassu'.

Ho gia' visitato Ouzanji piu' volte, per me e' un luogo che va visto almeno una volta nella vita. Le persone giapponesi vi si recano principalmente per pregare, nei momenti di quiete si possono ascoltare le invocazioni lanciate a voce alta dai fedeli, e tutto l'insieme del santuario, snodandosi lungo la montagna, spinge a mettersi alla prova per riuscire a visitare anche i punti piu' nascosti. Insomma, un'esperienza che non mi lascia mai insoddisfatta.

Tra l'altro, se non vi manca la voglia di esplorare, sul lato interno della scalinata, piu' o meno a meta' della strada, si trova una freccia che indica la strada per una cascata: li c'e' un piccolo ambiente, con una sorta di rivolo d'acqua che sbocca all'interno e costringe il monaco in allenamento a sostare in meditazione, sopportando l'acqua che gli bagna la pelle. Se fate come me, e proseguite all'interno della foresta, troverete un punto in cui la cable car che sale verso la cima della montagna attraversa il paesaggio. Le vetture della cable car sono molto carine, e vederle dall'esterno e' un'esperienza interessante, specialmente quando scendono verso valle.




Se non lo avete capito, la visita a questo tempio e' piu' che consigliata: il paesaggio da favola, la spiritualita' evidente e la sensazione di poter fare un salto nel passato di questo paese sono caratteristiche che non si riesce a trovare facilmente tutte insieme.

Per finire, vi saluto con qualche altra foto che ho scattato durante la mia ultima visita.










venerdì 17 maggio 2013

Scegliere un cellulare in Giappone

Che fare in un tiepido pomeriggio che pare quasi estivo?
http://tinypic.com/view.php?pic=2nbzfqb&s=7
Ci pensi bene e decidi di fare una passeggiata: il tempo e' invitante, il venticello pure, e camminare vicino al fiume che scorre dalle tue parti fa sempre piacere.
Ora, tornando coi piedi per terra, faccio questa passeggiata col bambino, dieci mesi per circa 10 chili, nel marsupio (perche' spero che dorma) e con uno scopo ben preciso:
il cellulare e' ormai giunto alla scadenza naturale del contratto (due anni), e anche se non me ne vorrei separare sta cominciando a dare segni di usura... L'idea che possa lasciarmi al palo, e l'ennesima promozione che permette di ottenere uno sconto di 10.000 yen mi ha fatto finalmente decidere per il cambio.
Aggiungiamo anche un altro aspetto da non sottovalutare: oggi ho ricevuto uno smartphone della Sony che mio fratello ha acquistato per me in Italia, e quindi lo porto con me per chiedere se posso usarlo con la sim card della mia compagnia ed evitare l'acquisto di un nuovo apparecchio!!
Arrivati al negozio chiedo subito notizie per il cellulare che ho ricevuto in regalo: il commesso e' titubante, mi dice che non sa se si puo' usare la scheda sim su un telefono diverso da quello con cui e' stata venduta... Ma mi mette addosso una gran curiosita', e - approfittando del momento, visto che il figlio sembra conquistato dai giocattoli che ha trovato nel negozio - smonto il cellulare giapponese e inserisco la scheda sim in quello italiano...
Funziona, funziona!! Problema risolto: continuo a usare la mia sim giapponese col bellissimo cellulare che mi hanno regalato!
E invece no...
In Giappone le compagnie di telefonia cellulare offrono cellulare e scheda sim: non e' possibile acquistare esclusivamente la sim e nemmeno utilizzare un cellulare che non rientra fra quelli "in dotazione" alla tua compagnia telefonica. In compenso si puo' continuare a usare il cellulare scelto anche dopo la scadenza del contratto, che si intende rinnovato automaticamente se non si da' la disdetta.


Nel mio caso specifico, lo smartphone della Sony non e' incluso fra quelli offerti dalla compagnia telefonica, e anche se posso usarlo il commesso (dopo aver controllato anche online) mi dice che non esistono tariffari specifici e c'e' un grosso rischio di vedersi addebitare cifre spropositate perche' il sistema non riconosce il cellulare.
E allora niente di fatto: l'unica soluzione e' rinnovare il contratto, approfittando della promozione del mese e scegliendo un nuovo telefonino.
Il resto della procedura si sviluppa molto velocemente: sono una loro cliente, e quindi tutti i miei dati si trovano sul loro terminale. Scelgo il telefono, chiedo qualche notizia sulle opzioni e sul piano piu' conveniente, e in breve tempo esco dal negozio col mio cellulare nuovo e una busta di regali!!

[Se voi pensate di venire ad abitare in Giappone permettetemi di aggiungere qualche piccola informazione:
- e' possibile acquistare un prepagato, con quasi tutte le compagnie, ma alla fine (se la permanenza e' a lungo termine) i costi non sono poi molto diversi! La ricarica del prepagato va comunque utilizzata entro tre mesi e - eccetto le email - le telefonate hanno costi elevati e quindi ci si trova a consumare il credito senza rendersi conto.
- prima di scegliere un cellulare giapponese con contratto e' sempre meglio parlarne con chi ne ha gia' uno, in modo da poter valutare i costi reali dell'apparecchio e del piano telefonico.
- i cellulari giapponesi vengono ceduti in comodato d'uso: il costo dell'apparecchio viene rateizzato in 24 mensilita' e addebitato in bolletta. E' possibile acquistarlo direttamente (io ho fatto cosi' per il mio primo cellulare) risparmiando qualcosa.
- e' preferibile avere un conto corrente giapponese per l'addebito delle bollette: in molti casi i negozi rifiutano l'addebito su carta di credito (questa e' una novita' piuttosto recente).]

Bambino addormentato nel marsupio, e cellulare nuovo in borsa: la mia giornata si e' conclusa in maniera proficua! Quale cellulare ho scelto? Alla fine ho optato per un altro smartphone, ora la domanda e' "riusciro' a capire come si usa?".Da domani in poi comincero' a preoccuparmi per i costi, haha!!

lunedì 11 marzo 2013

Due anni fa, in un giorno come tanti...


Due anni fa...

Sono passati gia' due anni da quel giorno di marzo.
Era cominciato come un giorno qualsiasi, molti impegni al lavoro e poco tempo per mangiare (ma per fortuna il dolce era assicurato da una ciambella del Misdo vicino alla scuola!).
Io insegno italiano, come tanti miei compatrioti qui in Giappone, e anche quel giorno mi trovavo al lavoro a Nara. Insegnare italiano mi piace un sacco: quando sono arrivata qui, con la mia esperienza scolastica alle spalle, ho capito che avrei dovuto ricominciare tutto da capo e, piano piano, ho costruito un mio stile, che comunque adatto alle necessita' degli studenti che mi trovo davanti.
L'11 marzo del 2011 cadeva di venerdì, e dopo una prima ora di lezione terminata poco dopo l'ora di pranzo, consumavo velocemente il mio bento, pensando a cio' che dovevo ancora preparare per la lezione successiva.

E qui la prima stranezza: i muri della mia stanzetta (chiamarla classe mi pare un'esagerazione, considerate le dimensioni minime) si agitavano furiosamente, e il mobiletto che ospita i raccoglitori coi fogli di presenza da far firmare agli studenti faceva sentire la sua voce!
“Un altro di quei terremoti da pochi secondi..” caratteristici della zona: da queste parti le scosse durano pochissimo, difficilmente superano il minuto. E quindi meglio continuare con la preparazione per la prossima lezione, e specialmente meglio finire il mio pranzo!!
E invece i muri continuavano ad agitarsi!! Ho chiesto consiglio al mio collega inglese, l'unico presente in quel momento, e visto che non riuscivamo a decidere che fare abbiamo chiesto alla sua studentessa cosa preferiva fare.
La signora, per niente intimorita, voleva continuare la lezione, e allora dopo averli lasciati, visto che la scossa era ormai terminata sono uscita a controllare che la porta della scala di emergenza fosse aperta (la titolare la tiene chiusa, per evitare ingressi inopportuni quando nessun insegnante e' a scuola).
Nel mentre era arrivata la mia studentessa, una simpatica universitaria prossima alla laurea, totalmente ignara di quanto era appena successo (“del resto, camminando per strada i terremoti non si sentono”, mi aveva spiegato notando il mio stupore). Anche lo studente del mio collega era arrivato, e grazie al suo cellulare con collegamento tv abbiamo capito che stava succedendo.
Nel Kanto si era appena verificato un terremoto, cosi' forte da essere percepito a grande distanza. E nel mentre una seconda scossa ci confermava che non si trattava di un falso allarme.

Solo in serata, a partire dal ritorno in treno, i messaggi che intasavano la memoria del mio cellulare italiano, mi avevano spaventata!
“Perche' queste persone mi stanno dicendo queste cose?”
Sono scettici quando dico loro che stiamo bene?”
“Che cosa sara' successo nel Kanto?”

Quella sera, quando io e mio marito abbiamo guardato la televisione (trasmetteva le immagini dello tsunami che portava via con lui la vita quotidiana di tante cittadine costiere), ho capito che era appena successo qualcosa che avrebbe cambiato le nostre vite in ogni caso. E ho sentito le gambe che mi tremavano...

(http://static.onemansblog.com/wp-content/uploads/2011/03/Japan-Tsunami-2011.jpg)

giovedì 21 febbraio 2013

Il dentista in Giappone - un elogio sincero.

Le medicine ricevute dopo l'estrazione di mezzo molare: notare il colluttorio da 500 ml!
Quando sono arrivata in Giappone nel 2008, oltre a quella di familiari e amici ho avvertito un'altra grave mancanza: quella del mio dentista abituale!! 
Molto bravo e paziente, conosciuto ai tempi in cui andavo alle superiori (galeotto fu il morso alla rosetta che mi fece capire che era arrivato il momento di controllare i denti!). Considerata la mia paura innata del dentista, cambiare mi preoccupava parecchio.
Quindi non ho osato avvicinarmi a un dentista per anni, da quando mi sono trasferita un Giappone... Ma anche stavolta, come ai tempi delle superiori, ad un certo punto ho scoperto che avrei dovuto andarci comunque!
Ero stata messa in guardia: studi medici antiquati, poca igiene nella disinfezione degli strumenti e cosi' via, quindi non sapevo da dove cominciare. E allora, dopo aver deciso di procedere per tentativi, ho trovato il mio dentista in Giappone al primo colpo!!

Lo studio, nuovissimo, si trova vicino al mio posto di lavoro. Lo staff ha la sua bella uniforme e il medico e' bravo e spiritoso (sta sempre ridendo)!! Ogni lettino ha un monitor da cui il paziente puo' seguire la spiegazione del medico, e dire la sua. E - se non bastasse - quando stanno per fare male si scusano in anticipo!
Questa volta, tutto e' cominciato da una piccolissima carie: si trovava in una brutta posizione (visibile) e ho deciso di andare a farla curare. Poi, visto che in una sola seduta riuscivano a curarmi ben due denti alla volta (una rarita' in Giappone, dove il dentista ha dei tempi biblici mica male!) allora ho continuato, pensando di sistemare un bel po' di questioni in sospeso prima di un nuovo viaggio in Sardegna. E quando pensavo di aver finito... ecco qui la (brutta) sorpresa! Un molare in buone condizioni ma dolorante, con una radice cariata (su tre)!!
Che fare?!? 
L'impianto era comunque impossibile, sia per ragioni economiche che pratiche, per cui non e' rimasta che la ricostruzione del dente partendo dalla base sana (e - ovviamente - l'estrazione della radice cariata).
Dopo aver risposto ai miei dubbi di natura economica (la classica domanda "Quanto mi verra' a costare tutto cio'?") sabato scorso abbiamo cominciato le grandi manovre con l'estrazione della radice.
Tutto perfetto!! In un'ora il medico e' riuscito a estrarre la radice, e - cosa piu' importante - non ho sentito proprio nulla!!! Quello che rimane da fare, ovvero la ricostruzione del dente, mi portera' via un'altro paio di sedute, ma nel complesso il tutto non costera' piu' di un centinaio di euro!
In Giappone l'assicurazione sanitaria copre il 70% delle spese, quindi usufruire di una prestazione specialistica non e' mai troppo costoso!
Purtroppo i costi sono proibitivi se non si e' residenti, ma lasciatemelo dire: viva il dentista giapponese!! Se lo si cerca con pazienza (non e' sempre possibile trovare il dentista migliore al primo colpo) non ti deludera' mai. 

lunedì 17 ottobre 2011

Cibo giapponese: cominciamo da sushi e sashimi.

da sinistra a destra: medusa al gusto ume, seppia e tonno
donburi con vari tipi di sashimi (pesce crudo) e ikura

set menu con sushi e donburi con ikura

tako (polipo) e natto- [insolito ma buono!]

gamberetti


salmone in carpaccio

piccoli pesciolini bianchi e uova di pesce

semplicissimo maki zushi con tonno e verdure

vassoio con sei tipi di sushi diversi, tra cui anche il tamago (frittata) in basso a destra