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sabato 24 febbraio 2018

Strani lavori giapponesi


In questo ultimo periodo mi sono ritrovata, più volte, a ricoprire ruoli di lavoro un po' “particolari” qui in Giappone. Non mi sarei mai aspettata di poter fare cose tanto diverse! Intendiamoci, sto parlando di lavori temporanei, e con una buona paga, e sempre disciplinati da un contratto e da regole.

E, sperando di aver destato la vostra curiosità, ora vi racconterò di che si tratta.

Cominciamo dal mese di settembre 2017.
Certo, è un bel passo indietro, ma ne vale la pena.

Quando stavamo terminando il nostro periodo di vacanza in Sardegna, una mia amica mi aveva scritto. C'era bisogno di una persona che partecipasse ad una ricerca di mercato... Una nuova ditta di Osaka aveva cominciato a mettersi in luce online, proponevano alcune posizioni lavorative, ma anche la partecipazione a delle ricerche di mercato.

Prima della partenza per le vacanze estive avevo cercato, senza successo, di farmi includere nel gruppo dei fortunati assaggiatori di snacks (per una ditta che cercava dei pareri prima del lancio di nuovi prodotti), e avevo fatto domanda anche per una seconda ricerca di mercato. Nessuna delle due era andata a buon fine, quindi avevo un po' perso interesse... Ma poi era arrivato quel messaggio, e mi ero detta che valeva la pena fare un altro tentativo.

E così, anche se non lo sapevo ancora, stavo cominciando il mio viaggio alla scoperta dei lavori più particolari che offre il Giappone.

La prima ricerca di mercato riguardava gli epilatori, quei simpatici elettrodomestici, croce e delizia delle donne di tutto il mondo. E dirò di più, la ricerca di mercato riguardava una delle maggiori compagnie produttrici di elettrodomestici del mercato giapponese. E quindi, imbarazzo iniziale a parte, era andato tutto bene e mi ero pure divertita.

Dopo questa prima ricerca di mercato dovevo comunque tornare al mio lavoro di tutti i giorni, quindi non cercavo di approfondire queste esperienze. E invece mi sono subito ritrovata in mezzo a una nuova ricerca di mercato, seppure di natura completamente diversa!

Una sera, accendendo il pc, avevo trovato un avviso per la ricerca di un mistery shopper proprio a Osaka!! Un mistery shopper è un personaggio che finge di acquistare un prodotto (o magari lo acquista davvero) per valutare una serie di caratteristiche che riguardano il negozio e il suo personale. Insomma, una spia, anche se per una buona causa.

L'incarico riguardava due marchi di lusso, che vendono prodotti di pregio (quindi parliamo di un target ben lontano dalla mia vita quotidiana), due negozi in ciascuna parte della città, da visitare due volte nello stesso giorno per un totale di otto visite: avrei dovuto far finta di essere alla ricerca di un regalo per un familiare, o per un collega di lavoro, fare domande ma non perfezionare l'acquisto. Non avevo un'idea ben chiara per quanto riguarda l'esecuzione, ma riflettendoci su avevo scelto l'opzione del regalo per un familiare, che mi permetteva un più ampio margine di manovra.

E così avevo passato una domenica di ottobre, tra un tifone appena passato e un nuovo tifone in arrivo, chiedendo informazioni su borse di pelle, portafogli, e gioielli in oro che costavano quanto un biglietto per tornare in Italia. Contavo su un cambio di turno del personale, per poter ripetere le mie richieste ed evitare situazioni imbarazzanti, ma purtroppo ho scoperto che in una delle due catene di negozi il personale non cambiava turno!! Ero in una situazione molto imbarazzante, con quale faccia tosta sarei potuta tornare nello stesso negozio dopo la pausa pranzo? Non potevo certo cambiare versione, ed avevo già utilizzato il pretesto del regalo per un familiare... Per fortuna una intuizione mi aveva permesso di risultare abbastanza credibile anche durante la mia seconda visita: per puro interesse personale avevo domandato informazioni soltanto sui gioielli in oro bianco, e allora la mia seconda visita si poteva giustificare al meglio con la curiosità relativa agli stessi modelli in oro “giallo”.

Questo, per quanto riguarda la mia seconda esperienza con i lavori non canonici in Giappone. Ma il tutto non si era concluso qui!
Poi era arrivata la partecipazione, ben pagata, alla preparazione di un software per la sicurezza autostradale, con una serie di mini test in cui il computer doveva registrare le mie reazioni (insieme a quelle di tutti gli altri partecipanti). E con questo pensavo di aver già visto abbastanza.

Ma il mese scorso mi è arrivata una nuova opportunità. A dirla tutta, speravo di venir scelta per un test su un asciugacapelli, ma invece gli epilatori sono tornati a fare capolino nella mia vita. Confesso che, oltre alla solita curiosità in questo caso esisteva un po' di timore, perchè il test avrebbe riguardato delle zone piuttosto sensibili...

Se vi state chiedendo come è andata a finire, scrivo a due settimane dalla fine di questo mio ultimo test. Non ci sono stati momenti di disperazione (magari qualche pensiero non esattamente educato, che sono stata in grado di tenere per me), e nemmeno dolorose conseguenze. Insomma, un nuovo lavoro pagato, una nuova esperienza che difficilmente potrò inserire in un currriculum ma che di sicuro dimostra quante opportunità insperate possa offrire questo paese.

Per ora sono in pausa, non sto cercando nuovi lavori part time e mi sto preparando per il mese di aprile, quando tornerò a lavorare per il mio corso di italiano. Ma se si dovesse presentare qualche nuova opportunità curiosa, cercherò sicuramente di coglierla al volo.

E voi che mi dite, avete mai fatto qualche tipo di lavoro “particolare”?

martedì 4 aprile 2017

IL quarantanovesimo giorno. Il tempo per salutare i propri cari

Domenica scorsa abbiamo accompagnato i resti di mio suocero fino alla sua tomba.
Se vi state chiedendo come mai li avevamo in casa con noi, si tratta di una questione religiosa che riguarda il buddismo. Dopo il funerale, i giapponesi credono che lo spirito del defunto rimanga vicino ai suoi resti, e allora utilizzano questo periodo di tempo (non so dirvi le ragioni che hanno portato alla scelta di questo numero) per "preparare" lo spirito del defunto al nuovo percorso che lo attende.

venerdì 10 febbraio 2017

Papa' Gambalunga

Si dice che i parenti non si possono scegliere.
Quando si entra in questa vita si prende quello che ci e' stato assegnato.
E lo stesso vale per i parenti acquisiti: quando ci si innamora di qualcuno ci si prende in carico anche i suoi familiari.

Certo, esistono le eccezioni, quei casi in cui il soggetto del nostro amore ha tagliato i ponti con la famiglia, o qualsiasi altra ragione. I suoceri, non si scelgono, arrivano insieme a tutto il pacchetto e sta a noi decidere come gestirli.

Che cosa e' capitato a me?

domenica 29 gennaio 2017

Andar per templi - Houzanji (宝山寺)

Se qualcuno non se ne fosse ancora accorto, a me piace andare a visitare i templi della zona. Ho una predilezione per quelli che riescono a trasmettere qualcosa, ed ho pensato di portarvi a vedere alcuni dei miei preferiti.

Nella prefettura di Nara la spiritualita' e' molto sentita, ma i templi in cui e' possibile sentire pregare i fedeli a voce alta sono rari.

Houzanji, a Ikoma, e' uno di questi.
Nato, in principio, come area di preparazione per i monaci buddisti, venne costruito sopra il monte Ikoma anche per far cessare le varie dispute sull'area da parte dei vari signorotti locali.

L'area di training venne aperta nel 655 d.C. mentre il santuario vero e proprio soltanto nel 1678.
Il tempio divenne molto popolare durante il periodo Edo, e anche nelle fasi successive accolse la devozione di alcuni fra i personaggi piu' importanti della storia del Giappone.

La costruzione della prima cable car, nel 1918, ha permesso di garantire un servizio che continua ancora oggi, e conta - ai giorni nostri - un numero di passeggeri pari a tre milioni di individui all'anno.

Una piccola curiosita' e' data dalla religione animista degli immigrati coreani di seconda generazione: uno dei loro luoghi di culto e' localizzato sullo stesso monte Ikoma,

E ora, se siete pronti, vi porto a visitare Houzanji,
Approfitteremo dei giorni di festa per il capodanno, quindi non spaventatevi per la folla.

Per prima cosa, saliamo sulla cable car.
Sono presenti diverse vetture, ma quelle piu' popolari hanno la sagoma di un cane e un gatto, che sono diventati le mascottes di questa linea ferroviaria,

Saliamo sul vagone e godiamoci la breve salita (sei minuti in tutto), che porta fino alla stazione di Houzanji, Volendo si puo' continuare fino alla cima della montagna cambiando vettura, per raggiungere il parco dei divertimenti di Ikoma (in realta' piuttosto datato), ma oggi i nostri programmi si svolgeranno diversamente.

Usciamo dalla stazione, e dopo qualche passo giriamo a destra: davanti a noi si apre una serie di scalinate che sembra infinita. Alcune stime parlano di un migliaio di scalini, in realta' intervallati da punti di sosta e, addirittura da strade asfaltate. Ma l'impressione di qualcosa di interminabile, permane a lungo.

A seconda dei periodi, le scalinate sono allietate da alberi in fiore, sole e qualche piccola esposizione di oggetti in vendita, In inverno e' quasi tutto chiuso, ma se avete fortuna potreste riuscire a vedere la neve, e vi posso assicurare che ne vale la pena.


Siamo arrivati all'ingresso, eccoci davanti al Torii monumentale. Restaurato nel 1982 (come dicono i pannelli informativi che si trovano alla stazione) ha un'apparenza severa e scarna, ma che comunque lascia trasparire quel che ci aspetta all'interno: sacralita', e vero desiderio di avvicinarsi all'eterno.

Oggi e' tutto pieno. Anche se il capodanno e' passato da un paio di giorni il numero di persone presenti e' alto, considerando la zona in cui ci troviamo.
Saliamo un'altra rampa di scale, e entriamo all'interno del recinto del tempio vero e proprio (notare, alla vostra destra, un pannello che ricorda il segno zodiacale cinese associato all'anno in corso).




Dentro ci aspetta la folla delle grandi occasioni!
Le festivita' hanno radunato un numero impressionante di persone, che vogliono chiedere qualcosa alle divinita' che li osservano dagli ambienti di questo complesso templare. Eh gia', perche' a differenza di molte altre localita' simili, qui a Houzanji si riesce a percepire un livello di contatto spirituale piu' alto di quello degli altri templi, che risulta evidente in tante piccole cose, a cominciare dall'affluenza in questi momenti dell'anno.

Quindi bisogna mettersi in fila, una cosa che i giapponesi riescono a fare con una pazienza invidiabile, e aspettare, muovendosi a tempo col gruppo, e fermandosi in ciascuna delle tappe. Il copione non cambia: si raggiunge il tempio, si lancia una piccola offerta nella cassetta e si prega, dopo aver scosso per tre volte una corda legata a un piccolo tamburo o a delle campanelle.

Ma noi abbiamo un bambino piccolo, e impaziente, con noi!
Quindi dopo un po' decidiamo di saltare la fila, e di procedere direttamente verso la parte piu' alta del complesso templare.
Il figlio fa del suo meglio, anche se sta pensando intensamente a un palloncino che ha intravisto in una delle bancarelle... In ogni caso continuiamo a salire, e ci dirigiamo sulla sinistra, dove di fronte a un'altra pagoda si apre una scalinata in cui si trova una serie di divinita' giapponesi preposte alla salvaguardia dei tanti visitatori che si avventurano fin lassu'.

Ho gia' visitato Ouzanji piu' volte, per me e' un luogo che va visto almeno una volta nella vita. Le persone giapponesi vi si recano principalmente per pregare, nei momenti di quiete si possono ascoltare le invocazioni lanciate a voce alta dai fedeli, e tutto l'insieme del santuario, snodandosi lungo la montagna, spinge a mettersi alla prova per riuscire a visitare anche i punti piu' nascosti. Insomma, un'esperienza che non mi lascia mai insoddisfatta.

Tra l'altro, se non vi manca la voglia di esplorare, sul lato interno della scalinata, piu' o meno a meta' della strada, si trova una freccia che indica la strada per una cascata: li c'e' un piccolo ambiente, con una sorta di rivolo d'acqua che sbocca all'interno e costringe il monaco in allenamento a sostare in meditazione, sopportando l'acqua che gli bagna la pelle. Se fate come me, e proseguite all'interno della foresta, troverete un punto in cui la cable car che sale verso la cima della montagna attraversa il paesaggio. Le vetture della cable car sono molto carine, e vederle dall'esterno e' un'esperienza interessante, specialmente quando scendono verso valle.




Se non lo avete capito, la visita a questo tempio e' piu' che consigliata: il paesaggio da favola, la spiritualita' evidente e la sensazione di poter fare un salto nel passato di questo paese sono caratteristiche che non si riesce a trovare facilmente tutte insieme.

Per finire, vi saluto con qualche altra foto che ho scattato durante la mia ultima visita.










domenica 1 gennaio 2017

Profitti e perdite

Quando studiavo ancora alle superiori non ero brava in matematica, e non brillavo nemmeno in nessuna delle discipline che caratterizzavano la ragioneria, il tipo di scuola superiore che avevo scelto.

Quindi, perchè studiavo li?
Scontavo l'inesperienza dei miei quattordici anni, che mi aveva portata a scegliere la scuola superiore in base a elementi secondari (come la presenza di più lingue straniere), e l'ottimismo che mi aveva portata a credere che, nonostante la matematica e le sue "terribili sorelle" avrei potuto riuscire in ogni caso.

Com'è andata a finire?
Ovviamente ci sono riuscita, e senza intoppi. Però per molte cose non era stato facile, e studiare certi argomenti è stato anche piuttosto noioso.

Il triennio della ragioneria prevedeva una dose massiccia di "ragioneria", per l'appunto. Qualcosa che per me poteva essere paragonato tranquillamente all'aramaico per livello di difficoltà, e che, forse, ha rappresentato lo scoglio più insuperabile nel mio percorso verso il diploma. (I tempi del greco e del latino erano ancora lontani!)

Ai miei tempi antiquati l'informatica non era ancora entrata nelle scuole tecniche, o cominciava a malapena ad affacciarsi. Una delle incombenze della ragioneria era la compilazione dei bilanci, rigorosamente a mano e in cui andavano inseriti (in base alle richieste dell'esercizio) un certo numero di voci attive e passive, i profitti e le perdite.

E per questo motivo ho deciso di utilizzare l'immagine del mio spauracchio per raccontarvi qualcosa dell'anno appena trascorso.

Quindi, vediamo di tirare le somme:

Cominciamo dai profitti
è stato un anno pieno di emozioni, un anno impegnato e per niente facile.
Un anno che è passato in fretta, nonostante tutto. Ha portato poche occasioni lavorative, ma anche delle conferme importanti. E con loro sono arrivate anche delle speranze per il futuro: non so se si trasformeranno in qualcosa di concreto ma il solo fatto che siano arrivate fino a me mi riempie di orgoglio.

Mio figlio cresce bene, e cresce in fretta. Ogni giorno è una continua scoperta, e ogni sera ci vede distrutti, forse crollati troppo in fretta, ma con la sensazione di aver assistito a qualcosa di irripetibile. La nostra ultima visita in Sardegna mi ha permesso di vedere un bambino contento, che si alza sorridendo la mattina, e che ama con tutto il cuore i suoi parenti lontani. E non avrei potuto sperare in niente di meglio.

In quest' anno, o meglio nella seconda parte di quest'anno, hanno cominciato a concretizzarsi eventi che si pensavano impossibili. Come, per esempio, arrivare a trovarsi ad un passo dalla patente, e perdipiù in un paese diverso dal tuo!
Se vi chiedete che tipo di automobilista potrò diventare, consolatevi perchè non so rispondere nemmeno io. Probabilmente sarò un'automobilista decisamente noiosa, e rispettosa delle regole (considerate che, nel primo anno da neopatentati, il Giappone permette veramente pochi sbagli), ma di sicuro sarò una persona felice, perchè potrò finalmente superare i limiti imposti dal luogo in cui abitiamo.

Continuiamo con le perdite
In un precedente capodanno giapponese  mi era capitato di scoprire che esiste una lista con gli anni "funesti" corrispondenti a ciascun segno zodiacale.

Bene, in quell'occasione avevo appreso per la prima volta che nei miei quarantatrè anni avrei dovuto affrontare un anno difficile... Informazione subito presa e messa da parte, ma chi volete che possa prendere sul serio cose del genere?

Poi e' arrivato l'anno del mio quarantatreesimo compleanno.
Continuavo a non pensare a quella notizia, ma a un certo punto mi è tornata in mente...

Che cosa è successo?

Come molte persone, ho perso qualcuno quest'anno. Non era un familiare, nemmeno una persona che conoscevo da sempre, ma una ragazza che avevo accompagnato in Inghilterra con le vacanze studio. Eravamo in contatto, e - come avviene anche con gli altri splendidi ragazzi che ho conosciuto grazie a questo lavoro - avevo la fortuna di vederla diventare grande.

Aveva una gran testa dura, e la determinazione giusta, e stava diventando un'adulta, ma purtroppo è rimasta vittima di un incidente stradale. E a me continua a non sembrare giusto che qualcuno sia dovuto morire a venticinque anni.

Sul piano dei rapporti interpersonali, ho cominciato - purtroppo- a scontare i frutti della mia buonafede.

Da dove comincio?
Da nessuna parte, visto che qualcuno mi ha detto che parlo troppo: ho sperimentato direttamente un livello di cattiveria da parte di alcune persone che vivono qui come me, che mi ha causato anche delle conseguenze fisiche fastidiose.

Però una cosa devo dirla: questo scontro inaspettato mi è stato utile.
Mi ha aperto gli occhi e mi ha fatto capire che esiste gente per cui non vale la pena sprecarsi, e mi ha insegnato - alla mia veneranda età - che è meglio troncare subito un rapporto di conoscenza in cui manca empatia reciproca (cosa che, in questo caso, avrei dovuto fare molto prima).

Mi sono chiesta per mesi cosa fare. Ho continuato a scrivere per i blog con cui collaboro abitualmente, ma mi trovavo, in un certo senso, "bloccata" sul piano personale. Non mi andava di parlare di questa disavventura, e lo faccio con una certa fatica anche adesso, ma mi sono convinta che "buttare via" con l'anno che e' finito anche quelle esperienze che hanno contribuito a complicarlo sia il modo migliore di prepararsi a ricevere il nuovo anno che sta per iniziare.

Però non ho intenzione di "buttare via" anche il mio blog a fine anno. La mia intenzione è di continuare a raccontarvi un pò del mio Giappone, e - compatibilmente con le mie capacità informatiche (...) - dividere finalmente il blog in varie categorie, per ridistribuire al meglio gli argomenti che ho intenzione di trattare. Quindi, se volete, continuate a dare un'occhiata, ok?

Comincio il nuovo anno con tante speranze, come e' giusto che sia, e con la sicurezza di aver imparato qualcosa dalle mie disavventure. Comincio quest'anno con la gioia che mi danno le tante cose buone che si trovano nella mia vita, e con la convinzione che qualsiasi cosa brutta si puo' affrontare, e superare con pazienza e determinazione.

E, se non ve ne foste accorti, comincio il nuovo anno con un nuovo post per il mio blog!

Tanti auguri a tutti!! 明けましておめでとうございます。今年もよろしくお願いします!
(A presto per un'altra piccola parte della mia vita in questo paese)





venerdì 25 dicembre 2015

Il Natale alla giapponese

Quest'anno non siamo in Sardegna per le feste.
Capita, e non si tratta di un problema serio, anche perchè abbiamo passato delle bellissime vacanze estive al mare. Quindi non abbiamo perso nulla cambiando il periodo di viaggio.
Ma, ma... Questo ci espone a un tipo di esperienza a cui (io) avevo perso l'abitudine.
Certo, il viaggio in Sardegna aveva, e ha sempre come primo obiettivo quello di portare il nipote a nonni e zio. Ma vogliamo parlare della bellezza di passare il Natale respirando il clima di festa?
Calchiamo la mano, vogliamo parlare della bellezza di passare il Natale con gli amici e mangiando cose buonissime?
Meglio di no. Guardiamo l'altro lato della medaglia: passare le feste in Giappone permette di apprezzare il Capodanno, con la prima visita al tempio e la neve che, ultimamente, cade molto piu' spesso. Permette anche di apprezzare un pò di tempo in casa, tutti insieme (anche se magari si tratta solo di guardare la tv e giocare col più piccolo di casa). Possono sembrare piccolezze, ma se le si valuta in rapporto a un anno decisamente faticoso, e con pochi momenti di pausa, allora diventano momenti importanti.

E allora vediamo un pò come sta procedendo il nostro Natale in Giappone.
Come saprete, in questo paese i cattolici sono una ristretta minoranza. Questo porta alcune conseguenze:

- il Natale non è un giorno festivo, la vita prosegue normalmente e non si riposa.
In realtà questo è normale, anche in Italia non ci si ferma per le feste altrui. Ma se tu vuoi festeggiare come ti devi comportare?

Ci sono due possibilità: puoi tenere a casa il figlio, chiedere al marito di prendere un giorno libero e approfittare della stagionalità del tuo lavoro per festeggiare il Natale come merita. Parliamo del lato consumistico del discorso, per l'aspetto religioso occorre fare un discorso a parte.
Oppure puoi festeggiare il Natale in un altro momento, anticiparlo o posticiparlo (il nostro caso) in base agli impegni di tutti.
Quest'anno io farò così:la mia prima intenzione era quella di tenere tutti a casa e festeggiare il Natale nel giorno stabilito. Ma poi sono spuntati vari impegni e ho dovuto cambiare programma. E pazienza: parliamo del lato consumistico, dello scambio dei regali e del pranzo iper calorico di ordinanza. Il figlio è ancora piccolo, e si adatta, e il marito non ci bada più di tanto.

- Il pranzo delle feste.
Qui si tocca un tasto dolente. Ognuno di noi porta nel cuore le tradizioni della sua terra: io ho un'immagine del pranzo di Natale che comprende i gnocchetti alla campidanese, una porzione di carne arrosto, un pezzo di tratalia (http://digilander.libero.it/osini/immagini/immagini%20osini%20cucina/tratalia%20e%20corda/tratalia%20e%20corda%20immagini%20640/cottura%20tratalia%201.jpg) quando si mangiava a casa di un parente, e tanta frutta secca assortita, da consumare insieme a panettone e pandoro (perchè altrimenti non sembra Natale). Cosa posso fare qui in Giappone?
Per prima cosa ho acquistato un pollo da arrostire, cosa non semplice da fare e per cui mi è servito un aiuto da un amico qui in zona. Poi mi sono procurata qualcosa di italiano per gli antipasti, e della frutta secca, Avevo comprato il panettone ben due mesi fa, in un negozio di cibo importato, e pagando l'equivalente di circa dieci euro per una confezione da 500 grammi. Ho preferito evitare di acquistare anche il pandoro, per i costi troppo elevati, e mi sono impegnata per cercare di prepararlo di sola.
Ora devo solo mettermi all'opera! Come dicevo, il nostro Natale verrà posticipato al 26, e quindi avrò il tempo di cucinare tutto.

- Il Giappone non è un paese cattolico.
Beh, aspettarsi che si comporti come tale sarebbe una forzatura, chiaro. Ma se io volessi andare a messa?

Il tutto dipende molto da dove si abita. Io vivo in una zona di campagna. che ha lati positivi e lati negativi. Fra i lati negativi devo mettere al primo posto la mancanza di collegamenti... (una media di un bus all'ora che porta verso la stazione, da cui partono treni che ci collegano al resto del mondo civilizzato). Ma non basta: anche se si supera in qualche modo il problema dei trasporti, resta un particolare: la messa cattolica non si tiene quotidianamente, non si tiene nelle vicinanze, e si celebra in giapponese (la messa in italiano si tiene due volte all'anno, ma a grande distanza da casa nostra).
Allora, quando si entra nella dinamica della vita quotidiana giapponese, con giornate piene e pochissimo tempo per noi stessi, come si fa a trovare il momento, in un giorno feriale, per prendere un treno e andare a messa? Io per ora non ci sono riuscita... Non ho ancora abbandonato le speranze per il futuro.

- Le vacanze invernali sono poche.

Noi siamo abituati ad un altro concetto di vacanza: mancanza di impegni, possibilità di dormire fino a tardi, tempo. Qui in Giappone il lavoratore ottiene pochissimi giorni liberi: orientativamente parliamo del periodo che va dal 28 dicembre al 4 gennaio. In questo periodo ovviamente si dorme un pò di più, ma il resto del tempo viene dedicato a sbrigare tutta una serie di incombenze, sia familiari (come in Italia, si incontrano i parenti che vengono a trovarci) che legate alla vita quotidiana (noi abbiamo ancora delle cose da sistemare che aspettano dall'estate).

Però ci sono anche dei lati positivi: per esempio, la neve cade molto frequentemente tra la fine di dicembre e i primi di gennaio, e non posso immaginare un bianco Natale (o meglio, un bianco Capodanno) migliore di quello che si può provare in Giappone.
Volete un altro lato positivo?
Va bene, eccolo qui: tra poco si riparte, i nonni reclamano il nipotino e io ho bisogno di respirare aria di mare. E questa sicurezza spazza via qualsiasi contrarietà legata al passare il Natale in un paese che non lo festeggia.

Buone feste a tutti, da Daniela e dalla campagna della prefettura di Nara. Un augurio di cuore a tutti gli amici lettori, e a tutti quelli che mi hanno dato una mano durante questo anno complicato.  Auguri!!!

sabato 18 maggio 2013

Piccola recensione


Questa settimana, passando alla mia solita kururiya (*parafarmacia) ho trovato qualcosa di interessante, e oggi vorrei dividere la mia scoperta con voi. 

Si tratta di una lattina di the, e come potete vedere e' the al cioccolato!! 
All'inizio ero piuttosto scettica, lo ammetto: un amico giapponese ne aveva parlato su un social network e la cosa mi aveva incuriosita. La marca, Fauchon, corrisponde a una ditta francese molto famosa, ma confesso che i prodotti che avevo consumato fin'ora non mi avevano soddisfatta per niente... Poi, trattandosi di un prodotto venduto in Giappone temevo che fosse totalmente privo di zucchero... (la birra al cioccolato e' stata uno shock, lo ammetto!) 
E invece l'ho comprato, e apprezzato, ma come e' successo?!?

Prima di tutto una doverosa spiegazione: gli alimenti che si trovano in vendita nelle parafarmacie, di solito, hanno un prezzo inferiore a quello abituale, e quindi si viene tentati maggiormente. In questo caso particolare, due lattine di the costavano 100 yen in tutto, e quindi mi sono detta "perche' no?"

Il risultato e' stato cosi' soddisfacente da convincermi della necessita' di una nuova visita alla kusuriya: e' una bibita buona, leggera, e dolce al punto giusto, e consumarla in queste giornate quasi estive mi ha fatto apprezzare anche le sue (insperate) proprieta' dissetanti. 
Se vivete in Giappone, o state per venire in viaggio il mio suggerimento e' uno solo: cercatela, perche' non ve ne pentirete!! 

martedì 19 marzo 2013

Arrivano, arrivano! (finalmente)

Come potete vedere dalle foto, finalmente sono arrivati! Che cosa?!?
I primi ciliegi in fiore, ovviamente! 
L'anno scorso la fioritura e' cominciata con parecchio ritardo, ai primi di aprile, ma quest'anno sembra proprio che l'attesa sara' molto breve. 
Come mai sono tanto entusiasta? 

Semplice: in Giappone l'inverno e' decisamente rigido, o almeno risulta tale per chi non e' abituato a temperature molto basse e forte umidita' continua... 
Per questo motivo, l'arrivo dei primi ciliegi in fiore ha sempre rappresentato, per me, il segnale che indica la fine del freddo e l'arrivo della bella stagione.
Ovviamente, apprezzo anche l'hanami (花見), ovvero il pic-nic sotto gli alberi fioriti (detto in maniera piuttosto semplicistica), ma mi godo quella settimana, o quelle due settimane in cui tutti i ciliegi della zona fioriscono riempiendo l'aria di un buon profumo!!
Quest'anno, pero', noi siamo in partenza: un nonno impaziente aspetta di conoscere il suo primo nipotino e non possiamo certo deludere le sue aspettative, non vi pare?
Quindi, che vi devo dire?!? 
Mando un caloroso benvenuto ai ciliegi in fiore, e incrocio le dita sperando di vederne ancora qualcuno al nostro ritorno in Giappone!! Se non succedera' non ne faremo certo un dramma: l'anno prossimo un piccolo italo/giapponese si divertira' molto di piu' sotto un mare di petali rosa. 
E voi, se potete, venite in Giappone in questo periodo: il mio primo viaggio e' stato proprio alla fine di marzo (dell'anno 2002... aiuto, quanto tempo e' passato!!) e non me ne sono certo pentita!








mercoledì 16 gennaio 2013

Aspettando la neve...

Il ferroviere che spazza via la neve dalla banchina, Ricorda un po' Don Chisciotte contro i mulini a vento!
Qualche settimana fa la neve e' caduta su Tokyo e zone limitrofe, creando qualche problema logistico. Qui da noi, invece, nonostante il freddo, la neve ancora non si e' vista...Nevica, quello si', e si gela! Ma la neve non resiste e si scioglie subito!
So bene che la neve provoca parecchi disagi, ed un inverno in cui non cade e' sicuramente meno pesante. Ma io amo la neve!! 

Non essendoci abituata, la neve mi entusiasma. E per questo motivo vi posto qualche foto della grande nevicata a cui ho potuto assistere due anni fa (nel febbraio 2011), salutando gli ultimi momenti di questo freddo inverno e sperando in una bella nevicata in futuro. 
La strada che porta verso un tempio buddista della zona.




Mr Donut's sotto la neve! Ma per una ciambella si fa questo ed altro!






venerdì 26 ottobre 2012

Frammenti di vita quotidiana (sulle presunte difficolta' comunicative dei giapponesi)

ilgiapponedidaniela@blogspot.com
Molte volte, in questi anni, mi sono sentita domandare "E' vero che i giapponesi sono tendenzialmente chiusi e poco espansivi?" e oggi vorrei rispondere a questa domanda.
Ovviamente, chi ha degli amici giapponesi sa bene che l'amico in questione e' tutt'altro che poco espansivo! Condividere qualcosa con qualcuno, come esperienze di lavoro oppure uscite di gruppo riduce notevolmente le distanze, non e' vero? Il problema piuttosto si presenta quando si cerca di invitare un amico giapponese: sono sempre cosi' occupati!!
Invece io vorrei parlare dei rapporti con gli sconosciuti, quel campo un po' insidioso in cui lo straniero che vive in Giappone deve aspettarsi di trovare un po' di tutto!
In questo periodo mi e' capitato di fare conversazioni estemporanee con dei perfetti sconosciuti, e quindi mi sentirei di rispondere con un bel "No" alla domanda in questione, ma la situazione e' un po' piu' complessa.

E' capitato di andare all'ufficio postale che si trova vicino a casa mia, ho spedito qualche piccola cosetta e mi accingevo ad uscire dopo aver rimesso in ordine la mia borsa (come sempre troppo piena!). Una signora anziana mi si para davanti domandando da dove venivo, spiegandomi che lei cinque anni fa e' stata in Francia e in Germania. Io le ho consigliato di ripetere l'esperienza, includendo anche l'Italia, ora che le quotazioni dello yen sono abbastanza favorevoli ma lei mi ha risposto "Ho compiuto 75 anni, ora sono troppo vecchia!" ed io, senza pensare le ho fatto un complimento perche' non li dimostrava affatto! Insomma, sembrava una normale conversazione tra vicine di casa, peccato che io non avessi mai visto quella signora prima d'ora! Ci siamo lasciate con la promessa di continuare la chiaccherata quando ci incontriamo al supermercato, ha ha!!!
Ancora, c'e' un konbini (convenience store) vicino a dove lavoro, e di solito ci vado almeno una volta a settimana, per una bibita o per acquistare qualche cosetta  da usare in casa, insomma niente di impegnativo. Una delle commesse, una signora di mezza eta', dopo tanti acquisti (e nonostante in un centro medio/grande come Nara veda molte facce diverse nello stesso giorno) mi ha rivolto la parola poco tempo fa: dopo le prime frasi di circostanza ci siamo messe a chiaccherare di tradizioni giapponesi e italiane a confronto!! Magari aveva tempo da perdere e non c'erano altri clienti, ma e' stato carino fare due chiacchere con quella signora!!
E non vi parlo dei miei vicini di casa, gentilissimi, che mi riempiono di regalini e si fermano volentieri a parlare del tempo (anche perche', forse, questo rientra nelle normali regole di vicinato e non ha niente a che fare con la provenienza geografica).
Come mi diceva un amico: molte volte dietro, all'iniziale diffidenza di una persona c'e' un cuore grande che aspetta solo un segnale per mostrarsi agli altri, come un bellissimo fiore.
Per riassumere, i giapponesi che incontro parlano con me senza alcun problema! Forse sono io, o la mia faccia, che ispira abbastanza fiducia, ma non ho mai riscontrato alcun problema di comunicazione in questi anni (nemmeno quando non conoscevo la lingua). E lo stesso vale per una coppia di amici italiani, che senza conoscere la lingua hanno girato il paese e parlato con tante persone durante il loro viaggio: a volte basta soltanto la giusta disposizione d'animo!!
Per cui, se e quando andrete in Giappone il mio consiglio e' uno solo: cercate di comunicare, e le persone che incontrerete faranno lo stesso con voi. In questo modo potrete toccare con mano il cuore delle persone che abitano qui, e il vostro viaggio ne risultera' notevolmente arricchito.
 

domenica 2 ottobre 2011

Verde Giappone - uno sguardo sulla campagna giapponese.

Ecco a voi qualche foto per mostrarvi un Giappone un po' diverso da quello delle grandi metropoli: cominciamo dalla Natura, e dalla campagna giapponese della zona in cui abito. Spero che vi piacciano!

















martedì 20 settembre 2011

C'e' un Caffe' italiano vicino a casa nostra!

www.lucafe.jp
Ieri sera, durante il giro per la spesa settimanale, sono riuscita a convincere mio marito a fermarsi in un piccolo  Caffe' lungo la via.
Lo avevo individuato da qualche settimana, ma ero un po' in dubbio perche' temevo che il nome "Lucafe" fosse soltanto un esempio di uso improprio di parole straniere (un fenomeno che si puo' verificare in alcuni casi all'interno della lingua giapponese). Pero' ieri siamo andati a curiosare, e visti i risultati devo dire che abbiamo fatto proprio bene!
Il locale e' piccolino, e si trova su una traversa laterale che si immette verso Minami Tawara (una zona agricola di Ikoma); e' stato aperto da un italiano di nome Luca, che si trova in Italia fino al 27 Settembre ma ha lasciato la sua attivita' in mano a un secondo italiano! Quindi, con un solo viaggio ho scoperto l'esistenza di ben due italiani che abitano nella mia stessa zona, non male vero?!?
Veniamo all'offerta di cibo e bevande del locale: trattandosi di un Caffe' le bevande disponibili sono parecchie (dall'espresso in poi, passando per la birra Moretti e i vini bianchi e rossi). Abbiamo bevuto un espresso che non era poi tanto male, e costava 300 yen (circa 2.8 euro) - un prezzo ragionevole in questo paese.
Il menu delle pietanze comprende antipasti (tra cui prosciutto crudo, salame e gorgonzola), pasta, pizza e insalate.
Noi abbiamo mangiato la pizza, di grandezza media (il diametro di un piatto piano) e dalla pasta leggermente alta. A me e' piaciuta, finalmente ho potuto assaggiare del vero formaggio (al contrario del solito formaggio "trattato" che si usa abitualmente nella cucina giapponese) e anche polpo e arselle erano molto saporite!
Unica nota negativa il prezzo, 1500 yen (circa 14 euro), che in rapporto al diametro della pizza e' da considerare un po' eccessivo...
E per concludere, al momento di pagare il conto, ho notato qualcosa di sorprendente: un espositore italiano con caramelle e gomme da masticare che di solito si possono acquistare solo in Italia! Presa da un impulso nostalgico ho acquistato le Vigorsol Air per 200 yen ( nemmeno due euro, praticamente lo stesso prezzo a cui vengono vendute in Italia).
Giudizio finale: questo Caffe' non offre prezzi particolarmente convenienti, ma la presenza di un titolare italiano e l'aria che vi si respira mi spingono a consigliarne la visita (nel caso vi trovaste a passare per Ikoma, ovviamente!).

giovedì 11 novembre 2010

Nishi no Kyou (西ノ京): il Giappone e i patrimoni dell'umanita'.

Approfittando di una bella giornata, e della mancanza di impegni, sono andata a visitare una zona di Nara in cui si trovano dei complessi templari riconosciuti come patrimonio dell'umanita' dall'UNESCO. La sua importanza e' paragonabile a quella del Todaiji con il suo grande Budda, visto che Nishi no Kyou e' stato fondato pochi anni dopo e si trovava nell'area del palazzo imperiale di Nara.
Nel 710 d.C. Nara divenne capitale del Giappone (e lo rimase fino al 794 d.C., quando la corte si sposto' a Kyoto)
In quel periodo il paese era ancora frammentato, e cominciava quel processo che lo avrebbe portato a diventare una singola nazione grazie all'immigrazione ed all'apporto di tecnologie e elementi culturali provenienti da Cina e Korea.
Il Buddismo cominciava a diffondersi, e nacquero una serie di santuari che acquistarono importanza per la presenza di uomini devoti che dedicavano la loro vita alla meditazione. 
Nishi no Kyou nacque proprio per questo motivo: si trattava di un complesso religioso che ospitava le persone che decidevano di dedicare la loro vita al Budda. Quindi si trattava di un punto di incontro per i devoti, e per i religiosi che viaggiavano in tutto il paese per diffondere il nuovo culto (che andava ad aggiungersi allo Scintoismo, praticato nel paese fin dalla piu' remota antichita').

A Nishi no Kyou troviamo due santuari (Yakushiji - 薬師寺 - e Toshoudaiji - 唐招提寺 -) e una serie di ambienti che facilitavano la vita quotidiana dei monaci e dei pellegrini. In realta' tutta la zona, seppure lontana dalla citta' di Nara, faceva parte del palazzo reale di Heijou (平城) durante il periodo imperiale, e venne donata ai religiosi come segno di devozione degli imperatori. Quindi in tutta la zona di Nishi no Kyou si trovano ambienti anche sfarzosi, che i monaci hanno saputo sfruttare al meglio.
                        ecco qui il tempio Yakushiji (e' difficile scegliere una sola foto!)
                                                  ed ecco il Toshoudaiji

Come mai ho scelto di andare a visitare la zona? 
Tutto e' cominciato con un "colpo di fulmine": ho intravisto la pagoda che si trova di fronte al tempio Yakushiji mentre passavamo in macchina, ed h o deciso che il tempio meritava maggiore attenzione!
Io non conosco esattamente tutti i siti che l'UNESCO ha inserito fra i patrimoni dell'umanita'... Certo conosco il nuraghe di Barumini, che veglia ancora sulla Sardegna con la sua imponenza nonostante il tempo dei nuragici sia finito ormai, ma che dire degli altri paesi? Ho visitato varie volte il Todaiji di Nara, che rientra nella lista dell'UNESCO, ed ero curiosa di vedere un tempio che si presenta diversamente! Le mie aspettative non sono state deluse, e' stata una bella esperienza che mi ha permesso di conoscere qualcosa di nuovo. 
Spero di poterne fare tante altre, e visto che una visita di Nishi no Kyou sarebbe interessante anche a livello turistico la raccomando caldamente: quindi, italiani che venite a visitare il Giappone, non dimenticate di andare a visitare Nishi no Kyou!