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domenica 29 gennaio 2017

Andar per templi - Houzanji (宝山寺)

Se qualcuno non se ne fosse ancora accorto, a me piace andare a visitare i templi della zona. Ho una predilezione per quelli che riescono a trasmettere qualcosa, ed ho pensato di portarvi a vedere alcuni dei miei preferiti.

Nella prefettura di Nara la spiritualita' e' molto sentita, ma i templi in cui e' possibile sentire pregare i fedeli a voce alta sono rari.

Houzanji, a Ikoma, e' uno di questi.
Nato, in principio, come area di preparazione per i monaci buddisti, venne costruito sopra il monte Ikoma anche per far cessare le varie dispute sull'area da parte dei vari signorotti locali.

L'area di training venne aperta nel 655 d.C. mentre il santuario vero e proprio soltanto nel 1678.
Il tempio divenne molto popolare durante il periodo Edo, e anche nelle fasi successive accolse la devozione di alcuni fra i personaggi piu' importanti della storia del Giappone.

La costruzione della prima cable car, nel 1918, ha permesso di garantire un servizio che continua ancora oggi, e conta - ai giorni nostri - un numero di passeggeri pari a tre milioni di individui all'anno.

Una piccola curiosita' e' data dalla religione animista degli immigrati coreani di seconda generazione: uno dei loro luoghi di culto e' localizzato sullo stesso monte Ikoma,

E ora, se siete pronti, vi porto a visitare Houzanji,
Approfitteremo dei giorni di festa per il capodanno, quindi non spaventatevi per la folla.

Per prima cosa, saliamo sulla cable car.
Sono presenti diverse vetture, ma quelle piu' popolari hanno la sagoma di un cane e un gatto, che sono diventati le mascottes di questa linea ferroviaria,

Saliamo sul vagone e godiamoci la breve salita (sei minuti in tutto), che porta fino alla stazione di Houzanji, Volendo si puo' continuare fino alla cima della montagna cambiando vettura, per raggiungere il parco dei divertimenti di Ikoma (in realta' piuttosto datato), ma oggi i nostri programmi si svolgeranno diversamente.

Usciamo dalla stazione, e dopo qualche passo giriamo a destra: davanti a noi si apre una serie di scalinate che sembra infinita. Alcune stime parlano di un migliaio di scalini, in realta' intervallati da punti di sosta e, addirittura da strade asfaltate. Ma l'impressione di qualcosa di interminabile, permane a lungo.

A seconda dei periodi, le scalinate sono allietate da alberi in fiore, sole e qualche piccola esposizione di oggetti in vendita, In inverno e' quasi tutto chiuso, ma se avete fortuna potreste riuscire a vedere la neve, e vi posso assicurare che ne vale la pena.


Siamo arrivati all'ingresso, eccoci davanti al Torii monumentale. Restaurato nel 1982 (come dicono i pannelli informativi che si trovano alla stazione) ha un'apparenza severa e scarna, ma che comunque lascia trasparire quel che ci aspetta all'interno: sacralita', e vero desiderio di avvicinarsi all'eterno.

Oggi e' tutto pieno. Anche se il capodanno e' passato da un paio di giorni il numero di persone presenti e' alto, considerando la zona in cui ci troviamo.
Saliamo un'altra rampa di scale, e entriamo all'interno del recinto del tempio vero e proprio (notare, alla vostra destra, un pannello che ricorda il segno zodiacale cinese associato all'anno in corso).




Dentro ci aspetta la folla delle grandi occasioni!
Le festivita' hanno radunato un numero impressionante di persone, che vogliono chiedere qualcosa alle divinita' che li osservano dagli ambienti di questo complesso templare. Eh gia', perche' a differenza di molte altre localita' simili, qui a Houzanji si riesce a percepire un livello di contatto spirituale piu' alto di quello degli altri templi, che risulta evidente in tante piccole cose, a cominciare dall'affluenza in questi momenti dell'anno.

Quindi bisogna mettersi in fila, una cosa che i giapponesi riescono a fare con una pazienza invidiabile, e aspettare, muovendosi a tempo col gruppo, e fermandosi in ciascuna delle tappe. Il copione non cambia: si raggiunge il tempio, si lancia una piccola offerta nella cassetta e si prega, dopo aver scosso per tre volte una corda legata a un piccolo tamburo o a delle campanelle.

Ma noi abbiamo un bambino piccolo, e impaziente, con noi!
Quindi dopo un po' decidiamo di saltare la fila, e di procedere direttamente verso la parte piu' alta del complesso templare.
Il figlio fa del suo meglio, anche se sta pensando intensamente a un palloncino che ha intravisto in una delle bancarelle... In ogni caso continuiamo a salire, e ci dirigiamo sulla sinistra, dove di fronte a un'altra pagoda si apre una scalinata in cui si trova una serie di divinita' giapponesi preposte alla salvaguardia dei tanti visitatori che si avventurano fin lassu'.

Ho gia' visitato Ouzanji piu' volte, per me e' un luogo che va visto almeno una volta nella vita. Le persone giapponesi vi si recano principalmente per pregare, nei momenti di quiete si possono ascoltare le invocazioni lanciate a voce alta dai fedeli, e tutto l'insieme del santuario, snodandosi lungo la montagna, spinge a mettersi alla prova per riuscire a visitare anche i punti piu' nascosti. Insomma, un'esperienza che non mi lascia mai insoddisfatta.

Tra l'altro, se non vi manca la voglia di esplorare, sul lato interno della scalinata, piu' o meno a meta' della strada, si trova una freccia che indica la strada per una cascata: li c'e' un piccolo ambiente, con una sorta di rivolo d'acqua che sbocca all'interno e costringe il monaco in allenamento a sostare in meditazione, sopportando l'acqua che gli bagna la pelle. Se fate come me, e proseguite all'interno della foresta, troverete un punto in cui la cable car che sale verso la cima della montagna attraversa il paesaggio. Le vetture della cable car sono molto carine, e vederle dall'esterno e' un'esperienza interessante, specialmente quando scendono verso valle.




Se non lo avete capito, la visita a questo tempio e' piu' che consigliata: il paesaggio da favola, la spiritualita' evidente e la sensazione di poter fare un salto nel passato di questo paese sono caratteristiche che non si riesce a trovare facilmente tutte insieme.

Per finire, vi saluto con qualche altra foto che ho scattato durante la mia ultima visita.










martedì 28 giugno 2011

Il lavoro piu' bello del mondo!


A volte l'incauto straniero pensa di aver capito tutto del Giappone, ma in quel momento capita qualcosa che fa capire quanto la strada della comprensione (e della scoperta del Giappone) sia ancora lunga!

E questo e' quanto e' avvenuto anche nel mio caso: un lavoro da insegnante di italiano, anzi parecchi lavori da insegnante part-time, e una permanenza in Giappone di quasi tre anni, ma ancora cosi' tanti aspetti del Giappone da scoprire!

Oggi vi parlero' di una persona che svolge un lavoro decisamente interessante: ha studiato le lingue straniere all'Universita', e dopo la laurea ha perfezionato l'italiano riuscendo a conseguire la patente per svolgere il lavoro di guida turistica per italiani in Giappone!

Noi italiani, abituati a vedere i gruppi di turisti giapponesi che camminano lungo le strade di Roma o altrove, forse non immaginiamo che in Giappone ci possano essere persone preparate che possono guidarci alla scoperta del Sol Levante, o mi sbaglio? Presentare ai turisti le meraviglie di Kyoto, nonostante l'impegno richiesto, e' una gioia e per questo motivo io penso che il lavoro della persona che ho conosciuto possa considerarsi come il lavoro piu' bello del mondo!!

Quindi scrivo queste poche righe per dirvi che una brava guida vi aspetta per portarvi a scoprire i monumenti piu' importanti della zona di Kyoto, e per mostrarvi alcune delle localita' che abbiamo visitato insieme aggiungendo qualche parola della spiegazione che ho ricevuto .

- 二条城 (Il Castello Nijojo-)
Nelle sale del Castello hanno alloggiato per secoli lo shogun e i suoi dignitari, il giardino venne disegnato dal maestro reale della cerimonia del the e la visita presenta aspetti molto interessanti (a mio parere il pavimento "scricchiolante" del palazzo Ni-no-maru, pensato appositamente per prevenire gli attacchi di sorpresa da parte dei nemici, e' qualcosa di impagabile!).
Per finire, in queste sale sono stati firmati gli accordi con cui i vari dignitari locali restituivano il potere nelle mani dell'imperatore, dando l'avvio a quella che viene comunemente definita "Restaurazione Meiji" e che significa, per il Giappone, l'entrata nell'era moderna.




- 宇治・平等院 (Il tempio Byo-do-in a Uji)
Il Kanpaku Fujiwara Yorimichi nel 1052 decise di donare la sua villa per costruire un Tempio, che sotto le insegne della religione, e precisamente del Buddismo che era appena giunto in Giappone, si proponeva di fornire asilo a tutte le persone, indipendentemente dalla loro classe sociale.
Cosi' nacque il Tempio Byo-do-in, costruito in posizione ottimale nella cittadina di Uji (famosa fin dall'antichita' per la sua tipica varieta' di the e citata anche nel "Genji Monogatari"), decorato da statue e rilievi opera del migliore scultore del Giappone di quel periodo, e dalle pitture - altrettanto famose - che spiegano ai fedeli l'arrivo del Budda e dei santi buddisti per prelevare l'anima dei defunti dopo la morte.
Il discorso sui nove gradi di beatitudine necessari per raggiungere il Nirvana, sulla reincarnazione e sui diversi modi di raffigurare gl "angeli" li lascio agli esperti del settore. Per quanto mi riguarda mi limito a postare alcune delle foto che ho scattato in quell'occasione.