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giovedì 25 novembre 2010

no... l'ho fatto di nuovo!

Oggi, approfittando del giorno libero, sono uscita per sbrigare alcune commissioni. La giornata era bella e soleggiata, nonostante le temperature polari di questi ultimi giorni, ed ho deciso di fermarmi al supermercato...


Ed e' successo il guaio!! 
Di cosa si tratta?


Tutti conoscono le tessere raccogli-punti, che con una serie minima di acquisti ti promettono vantaggi considerevoli (oggetti, sconti ed altro ancora). Le tessere raccogli-punti esistono ovunque, ma non credo che esista un altro paese in cui queste raggiungono la stessa diffusione del Giappone!


Ed ecco scoperto il misfatto: ho richiesto una nuova tessera raccogli-punti (per la precisione, si tratta di quella di un supermercato, non e' carina?)


Perche' disperarsi? 
Semplice: come scrivevo, le tessere raccogli-punti (o ポイントカード) hanno una diffusione enorme in Giappone, e quindi nel portafoglio di un comune cittadino se ne trovano in quantita' industriale!
A volte si arriva al punto in cui e' necessario acquistare un apposito contenitore solo per trovare posto alle tessere raccogli-punti (e questo e' il mio caso...). Insomma, richiedere una tessera raccogli-punti puo' essere utile ma si risolve sempre in un aggravio dei problemi logistici.

Ho pensato di mostrarvi la mia "collezione" di tessere, ovvero quelle che uso piu' frequentemente
Si va dai negozi di abbigliamento, alle farmacie, passando per i supermercati, la videoteca e il preziosissimo Mister Donuts'
Da segnalare la tesserina in giallo, nella parte inferiore destra della foto: questa riguarda una macchinetta per la vendita automatica di bibite, e non ha nessun rapporto con un negozio vero e proprio. Strana, non e' vero?

Io non ho mai usato lo stesso quantitativo di tessere raccogli-punti quando ero in Italia, ma forse la situazione e' cambiata in questi ultimi due anni?
Mi chiedo se la gente preferisce sorvolare sui problemi "logistici" in virtu' dell'utilita' di queste tessere? 
E voi cosa ne pensate?

martedì 23 novembre 2010

la passione per l'usato


In Giappone esiste una vera e propria passione per l'usato!
I giapponesi, con la loro passione per i prodotti di marca e l'attenzione per le piu' varie tendenze stilistiche tendono a cambiare i capi di abbigliamento molto spesso.

E qui entrano in gioco i negozi specializzati nella vendita di prodotti "riciclati".
Ammetto che mi sono avvicinata a questa categoria di negozi con una serie di preconcetti: prima di tutto non mi piaceva l'idea di utilizzare qualcosa che qualcun'altro aveva gia' usato. E non  pensavo di trovare qualcosa che potesse corrispondere appieno alle mie esigenze.
Ero stata in alcuni negozi dell'usato in Italia, e non mi erano piaciuti affatto! E la qualita' dei prodotti venduti era pessima! Come potevo immaginare che i negozi giapponesi fossero diversi?

Poi ho cominciato a fermarmi nel negozio della foto: si trova vicino a casa nostra, una passeggiata di circa 10 minuti, e fra i prodotti in vendita non si trovano solo i capi di abbigliamento ma anche manga e gadget collegati a manga e anime! Oltre a questo hanno una buona fornitura di giochi e apparecchiature, strumenti musicali, cd e dvd.

Pero' l'immagine di questo negozio non e' delle migliori, vero?

Naturalmente esistono tantissimi negozi dell'usato in ogni parte del Giappone, piu' o meno specializzati quindi varia anche la tipologia della merce in vendita.

E allora come mai ho deciso di fermarmi proprio li'?

Semplice; i prezzi della merce in vendita! All'ingresso del negozio si trovano vari espositori con i prodotti piu' diversi, ma tutto cio' che viene messo in vendita ha un costo di 100 yen a pezzo!! E non si tratta solo di capi d'abbigliamento!

ecco qui una selezione di pupazzi, tra cui l'amatissimo Rilakuma

Quando si entra in questo negozio si viene proiettati in una specie di dimensione parallela. 
Ci sono i vecchi giochi elettronici che ho conosciuto da bambina, ed anche molti che non avevo mai visto prima!
Ancora, ci sono tantissimi manga, e si trova praticamente ogni serie a prezzi contenuti.
Ci sono i gadget dei vari manga, dai piu' semplici oggettini dei gatchapon fino alle figurine piu' complicate. E se si cerca con attenzione si possono trovare delle belle sorprese come questa:
Lupin III, la bambola originale della prima serie che avevo visto a Kobe tanti anni fa, e per soli 500 yen!

Infine, una piccola precisazione sui capi d'abbigliamento.
Non ho perso i miei preconcetti sull'usato, ho semplicemente trovato un compromesso: in Giappone i capi di abbigliamento vengono dismessi molto velocemente, e  quindi la qualita' dei prodotti usati e' ottima!
Ho acquistato abbigliamento di vario tipo, dai jeans alle t-shirts ed ai vestiti. Nessuno potrebbe mai pensare che si tratta di capi usati, ed ho risparmiato un sacco di soldi!!

La conclusione di questa riflessione? 
Terro' d'occhio questo negozio, e mi divertiro' a cercare qualche altra occasione fra la merce in vendita. 
Mi chiedo soltanto, esistono negozi simili in Italia?

lunedì 22 novembre 2010

Vi piacciono gli udon?


Abbiamo trascorso un fine settimana nella prefettura di Aichi (愛知県). Un ex compagno di universita' di Kosuke ha inaugurato il suo ristorante e tutti gli amici si sono riuniti per festeggiare con lui.

Di che ristorante si tratta? E' semplice, e' un ristorante giapponese dove si servono udon (うどん屋).
E cosi' giungiamo alla seconda domanda: che cosa sono gli udon?

Gli udon sono dei grossi spaghettoni di farina, si mangiano normalmente nella zuppa oppure "a secco", conditi con uova fresche, sesamo, zenzero e cipolline, a volte con nori (come il piatto nella mia foto, che si chiama "kama tama udon" - かま玉うどん - e che apprezzo particolarmente, pur non disdegnando qualsiasi altro piatto a base di udon ). Oppure si possono mangiare alla piastra, 焼うどん, con contorno di carne e verdure in una salsina leggermente piccante.
Quali sono le differenze tra udon e soba, e tra gli udon ed i men (麺) del ramen? 
Prima di tutto la dimensione: gli udon sono molto piu' grossi degli altri tipi di 麺, e in piu' cambia la materia prima. Infatti, mentre gli udon sono fatti di farina, la soba e' prodotta da un altro tipo di cereale,  il grano saraceno. Invece, i 麺 del ramen sono prodotti con farina e uova (insomma, nel ramen si mette la pasta all'uovo alla giapponese!)

E cosi' abbiamo pranzato con gli udon preparati dal nostro amico, particolarmente saporiti perche' fatti a mano (li prepara direttamente) e ben conditi. Insomma, un'altra cosa che consiglio di provare quando si viene in Giappone!!



giovedì 11 novembre 2010

Nishi no Kyou (西ノ京): il Giappone e i patrimoni dell'umanita'.

Approfittando di una bella giornata, e della mancanza di impegni, sono andata a visitare una zona di Nara in cui si trovano dei complessi templari riconosciuti come patrimonio dell'umanita' dall'UNESCO. La sua importanza e' paragonabile a quella del Todaiji con il suo grande Budda, visto che Nishi no Kyou e' stato fondato pochi anni dopo e si trovava nell'area del palazzo imperiale di Nara.
Nel 710 d.C. Nara divenne capitale del Giappone (e lo rimase fino al 794 d.C., quando la corte si sposto' a Kyoto)
In quel periodo il paese era ancora frammentato, e cominciava quel processo che lo avrebbe portato a diventare una singola nazione grazie all'immigrazione ed all'apporto di tecnologie e elementi culturali provenienti da Cina e Korea.
Il Buddismo cominciava a diffondersi, e nacquero una serie di santuari che acquistarono importanza per la presenza di uomini devoti che dedicavano la loro vita alla meditazione. 
Nishi no Kyou nacque proprio per questo motivo: si trattava di un complesso religioso che ospitava le persone che decidevano di dedicare la loro vita al Budda. Quindi si trattava di un punto di incontro per i devoti, e per i religiosi che viaggiavano in tutto il paese per diffondere il nuovo culto (che andava ad aggiungersi allo Scintoismo, praticato nel paese fin dalla piu' remota antichita').

A Nishi no Kyou troviamo due santuari (Yakushiji - 薬師寺 - e Toshoudaiji - 唐招提寺 -) e una serie di ambienti che facilitavano la vita quotidiana dei monaci e dei pellegrini. In realta' tutta la zona, seppure lontana dalla citta' di Nara, faceva parte del palazzo reale di Heijou (平城) durante il periodo imperiale, e venne donata ai religiosi come segno di devozione degli imperatori. Quindi in tutta la zona di Nishi no Kyou si trovano ambienti anche sfarzosi, che i monaci hanno saputo sfruttare al meglio.
                        ecco qui il tempio Yakushiji (e' difficile scegliere una sola foto!)
                                                  ed ecco il Toshoudaiji

Come mai ho scelto di andare a visitare la zona? 
Tutto e' cominciato con un "colpo di fulmine": ho intravisto la pagoda che si trova di fronte al tempio Yakushiji mentre passavamo in macchina, ed h o deciso che il tempio meritava maggiore attenzione!
Io non conosco esattamente tutti i siti che l'UNESCO ha inserito fra i patrimoni dell'umanita'... Certo conosco il nuraghe di Barumini, che veglia ancora sulla Sardegna con la sua imponenza nonostante il tempo dei nuragici sia finito ormai, ma che dire degli altri paesi? Ho visitato varie volte il Todaiji di Nara, che rientra nella lista dell'UNESCO, ed ero curiosa di vedere un tempio che si presenta diversamente! Le mie aspettative non sono state deluse, e' stata una bella esperienza che mi ha permesso di conoscere qualcosa di nuovo. 
Spero di poterne fare tante altre, e visto che una visita di Nishi no Kyou sarebbe interessante anche a livello turistico la raccomando caldamente: quindi, italiani che venite a visitare il Giappone, non dimenticate di andare a visitare Nishi no Kyou!

mercoledì 3 novembre 2010

Shinsekai (la torre di Namba)

Negli anni '50 l'economia giapponese era in ripresa, finalmente si stava lasciando alle spalle il periodo della Guerra. Il paese si accingeva a diventare una delle piu' grandi potenze mondiale e anche ad Osaka i benefici si sentivano ovunque.

In quel periodo due zone di Osaka si contendevano il primato cittadino, Namba (難波) e Umeda (梅田). In queste due aree si concentrava il maggior numero di attivita' commerciali, e gli abitanti erano alla ricerca di un'idea che potesse attirare il pubblico.

E cosi' arrivo' l'idea di costruire una torre: sia gli abitanti di Namba che quelli di Umeda si impegnarono direttamente per questa iniziativa, fino all'arrivo delle due torri, e del pubblico che aumentava gli incassi per le attivita' commerciali della zona. 
La concezione urbanistica dell'area commerciale giapponese consiste in una passeggiata, spesso coperta, su cui si affacciano tutti i negozi: questo sistema, che si chiama shoutengai (商店街) sta diventando sempre piu' raro, a causa dell'aumento dei grandi centri commerciali, ma era molto diffuso negli anni '50.

Dopo il risveglio economico degli anni '50 il benessere si distribui' anche nelle altre zone di Osaka, e i negozi dei due quartieri di Namba e Umeda si specializzarono in diversi settori del commercio. Nella Namba attuale ci sono molti negozi, ma la sua particolarita' risiede principalmente nel quartiere di Denden Town, dove si puo' acquistare qualsiasi tipo di apparecchiatura elettronica a prezzi contenuti. 
Per Umeda invece, possiamo vedere una specializzazione nell'accoglienza (con ottimi ristoranti che soddisfano ogni tipo di aspettativa) e nella vendita di prodotti specifici (come manga e simili: il negozio principale di Mandarake si trova a Umeda).

L'unica domanda e' questa: dove sono finite le due torri che entrarono in competione nella seconda meta' degli anni '50? 

La torre di Umeda non esiste piu', sostituita da un palazzo: rimane solo una targhetta nemmeno troppo visibile che ricorda la fondazione della torre negli anni '50.

A Namba invece la torre e' ancora al suo posto (come si puo' vedere dalla foto): esiste ancora lo shoutengai ma la zona (a cui era stato dato il nome ambizioso di Shinsekai - 新世界 - "nuovo mondo") risulta in estrema periferia, circondata da casette fatiscenti e dalla fama di area poco raccomandabile (qualche tempo fa un brutto fatto di cronaca e' accaduto proprio li').

Io sono stata a Shinsekai la settimana scorsa: partivo dalla visione di un servizio televisivo (da cui ho preso le informazioni che trovate qui) e dal desiderio di vedere qualcosa che riporta al passato di Osaka. La zona dello shoutengai nel primo pomeriggio era affollata di studenti che tornavano da scuola, e da persone anziane (probabilmente abitanti del luogo) che in alcuni casi hanno guardato con simpatia una straniera che si fermava a fotografare qualcosa che per loro e' decisamente normale! Non ho visto niente di equivoco e non mi sono sentita in pericolo, pero' ho provato dispiacere per il gran numero di negozi chiusi all'interno dello shoutengai! 

A due passi da Shinsekai si trova una linea di tram (altro residuo di un passato che sembra molto lontano), qualcosa che non avevo mai visto in altre parti del Giappone. Un'unica carrozza e un biglietto che di compra solo in vettura!!
Insomma, se vi capitera' di passare da Namba perche' non andare a dare un'occhiata?