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sabato 1 settembre 2018

La misura del tempo in Giappone (seconda parte)

Eccomi di nuovo a voi, ormai siamo tornati in Giappone e stiamo ricominciando con la solita routine.

Come vi dicevo, con il mese di marzo sono arrivate due nuove incombenze: un incarico nel comitato dei genitori dell'asilo, e una nuova lezione di italiano a Osaka.

lunedì 20 agosto 2018

La misura del tempo in Giappone (prima parte)

Ci troviamo, a quanto dice il calendario, alla fine di agosto.

Anche quest'anno, per fortuna, siamo venuti in Sardegna per le vacanze, e a breve torneremo in Giappone. Mi sto finalmente rilassando: dormo più di cinque ore per notte, mangio con calma e passo un sacco di tempo al mare. Ho visto tanti cari amici,e spero di riuscire a recuperare anche chi è troppo occupato o abita lontano prima del nostro ritorno.

Ma c'è una domanda che mi frulla in testa, e non mi abbandona.

Come ho fatto a passare i mesi che mi separano dall'inizio dell'anno al nostro arrivo in Sardegna?

Se vi va, proverò a riassumerli per voi.

sabato 24 febbraio 2018

Strani lavori giapponesi


In questo ultimo periodo mi sono ritrovata, più volte, a ricoprire ruoli di lavoro un po' “particolari” qui in Giappone. Non mi sarei mai aspettata di poter fare cose tanto diverse! Intendiamoci, sto parlando di lavori temporanei, e con una buona paga, e sempre disciplinati da un contratto e da regole.

E, sperando di aver destato la vostra curiosità, ora vi racconterò di che si tratta.

Cominciamo dal mese di settembre 2017.
Certo, è un bel passo indietro, ma ne vale la pena.

Quando stavamo terminando il nostro periodo di vacanza in Sardegna, una mia amica mi aveva scritto. C'era bisogno di una persona che partecipasse ad una ricerca di mercato... Una nuova ditta di Osaka aveva cominciato a mettersi in luce online, proponevano alcune posizioni lavorative, ma anche la partecipazione a delle ricerche di mercato.

Prima della partenza per le vacanze estive avevo cercato, senza successo, di farmi includere nel gruppo dei fortunati assaggiatori di snacks (per una ditta che cercava dei pareri prima del lancio di nuovi prodotti), e avevo fatto domanda anche per una seconda ricerca di mercato. Nessuna delle due era andata a buon fine, quindi avevo un po' perso interesse... Ma poi era arrivato quel messaggio, e mi ero detta che valeva la pena fare un altro tentativo.

E così, anche se non lo sapevo ancora, stavo cominciando il mio viaggio alla scoperta dei lavori più particolari che offre il Giappone.

La prima ricerca di mercato riguardava gli epilatori, quei simpatici elettrodomestici, croce e delizia delle donne di tutto il mondo. E dirò di più, la ricerca di mercato riguardava una delle maggiori compagnie produttrici di elettrodomestici del mercato giapponese. E quindi, imbarazzo iniziale a parte, era andato tutto bene e mi ero pure divertita.

Dopo questa prima ricerca di mercato dovevo comunque tornare al mio lavoro di tutti i giorni, quindi non cercavo di approfondire queste esperienze. E invece mi sono subito ritrovata in mezzo a una nuova ricerca di mercato, seppure di natura completamente diversa!

Una sera, accendendo il pc, avevo trovato un avviso per la ricerca di un mistery shopper proprio a Osaka!! Un mistery shopper è un personaggio che finge di acquistare un prodotto (o magari lo acquista davvero) per valutare una serie di caratteristiche che riguardano il negozio e il suo personale. Insomma, una spia, anche se per una buona causa.

L'incarico riguardava due marchi di lusso, che vendono prodotti di pregio (quindi parliamo di un target ben lontano dalla mia vita quotidiana), due negozi in ciascuna parte della città, da visitare due volte nello stesso giorno per un totale di otto visite: avrei dovuto far finta di essere alla ricerca di un regalo per un familiare, o per un collega di lavoro, fare domande ma non perfezionare l'acquisto. Non avevo un'idea ben chiara per quanto riguarda l'esecuzione, ma riflettendoci su avevo scelto l'opzione del regalo per un familiare, che mi permetteva un più ampio margine di manovra.

E così avevo passato una domenica di ottobre, tra un tifone appena passato e un nuovo tifone in arrivo, chiedendo informazioni su borse di pelle, portafogli, e gioielli in oro che costavano quanto un biglietto per tornare in Italia. Contavo su un cambio di turno del personale, per poter ripetere le mie richieste ed evitare situazioni imbarazzanti, ma purtroppo ho scoperto che in una delle due catene di negozi il personale non cambiava turno!! Ero in una situazione molto imbarazzante, con quale faccia tosta sarei potuta tornare nello stesso negozio dopo la pausa pranzo? Non potevo certo cambiare versione, ed avevo già utilizzato il pretesto del regalo per un familiare... Per fortuna una intuizione mi aveva permesso di risultare abbastanza credibile anche durante la mia seconda visita: per puro interesse personale avevo domandato informazioni soltanto sui gioielli in oro bianco, e allora la mia seconda visita si poteva giustificare al meglio con la curiosità relativa agli stessi modelli in oro “giallo”.

Questo, per quanto riguarda la mia seconda esperienza con i lavori non canonici in Giappone. Ma il tutto non si era concluso qui!
Poi era arrivata la partecipazione, ben pagata, alla preparazione di un software per la sicurezza autostradale, con una serie di mini test in cui il computer doveva registrare le mie reazioni (insieme a quelle di tutti gli altri partecipanti). E con questo pensavo di aver già visto abbastanza.

Ma il mese scorso mi è arrivata una nuova opportunità. A dirla tutta, speravo di venir scelta per un test su un asciugacapelli, ma invece gli epilatori sono tornati a fare capolino nella mia vita. Confesso che, oltre alla solita curiosità in questo caso esisteva un po' di timore, perchè il test avrebbe riguardato delle zone piuttosto sensibili...

Se vi state chiedendo come è andata a finire, scrivo a due settimane dalla fine di questo mio ultimo test. Non ci sono stati momenti di disperazione (magari qualche pensiero non esattamente educato, che sono stata in grado di tenere per me), e nemmeno dolorose conseguenze. Insomma, un nuovo lavoro pagato, una nuova esperienza che difficilmente potrò inserire in un currriculum ma che di sicuro dimostra quante opportunità insperate possa offrire questo paese.

Per ora sono in pausa, non sto cercando nuovi lavori part time e mi sto preparando per il mese di aprile, quando tornerò a lavorare per il mio corso di italiano. Ma se si dovesse presentare qualche nuova opportunità curiosa, cercherò sicuramente di coglierla al volo.

E voi che mi dite, avete mai fatto qualche tipo di lavoro “particolare”?

domenica 14 maggio 2017

Traguardi

Oggi ho vinto un premio.
Ho vinto una targa per il miglior tempo femminile in una gara di go-kart organizzata da un nostro amico.
Il premio che ho ricevuto

venerdì 10 febbraio 2017

Papa' Gambalunga

Si dice che i parenti non si possono scegliere.
Quando si entra in questa vita si prende quello che ci e' stato assegnato.
E lo stesso vale per i parenti acquisiti: quando ci si innamora di qualcuno ci si prende in carico anche i suoi familiari.

Certo, esistono le eccezioni, quei casi in cui il soggetto del nostro amore ha tagliato i ponti con la famiglia, o qualsiasi altra ragione. I suoceri, non si scelgono, arrivano insieme a tutto il pacchetto e sta a noi decidere come gestirli.

Che cosa e' capitato a me?

domenica 1 gennaio 2017

Profitti e perdite

Quando studiavo ancora alle superiori non ero brava in matematica, e non brillavo nemmeno in nessuna delle discipline che caratterizzavano la ragioneria, il tipo di scuola superiore che avevo scelto.

Quindi, perchè studiavo li?
Scontavo l'inesperienza dei miei quattordici anni, che mi aveva portata a scegliere la scuola superiore in base a elementi secondari (come la presenza di più lingue straniere), e l'ottimismo che mi aveva portata a credere che, nonostante la matematica e le sue "terribili sorelle" avrei potuto riuscire in ogni caso.

Com'è andata a finire?
Ovviamente ci sono riuscita, e senza intoppi. Però per molte cose non era stato facile, e studiare certi argomenti è stato anche piuttosto noioso.

Il triennio della ragioneria prevedeva una dose massiccia di "ragioneria", per l'appunto. Qualcosa che per me poteva essere paragonato tranquillamente all'aramaico per livello di difficoltà, e che, forse, ha rappresentato lo scoglio più insuperabile nel mio percorso verso il diploma. (I tempi del greco e del latino erano ancora lontani!)

Ai miei tempi antiquati l'informatica non era ancora entrata nelle scuole tecniche, o cominciava a malapena ad affacciarsi. Una delle incombenze della ragioneria era la compilazione dei bilanci, rigorosamente a mano e in cui andavano inseriti (in base alle richieste dell'esercizio) un certo numero di voci attive e passive, i profitti e le perdite.

E per questo motivo ho deciso di utilizzare l'immagine del mio spauracchio per raccontarvi qualcosa dell'anno appena trascorso.

Quindi, vediamo di tirare le somme:

Cominciamo dai profitti
è stato un anno pieno di emozioni, un anno impegnato e per niente facile.
Un anno che è passato in fretta, nonostante tutto. Ha portato poche occasioni lavorative, ma anche delle conferme importanti. E con loro sono arrivate anche delle speranze per il futuro: non so se si trasformeranno in qualcosa di concreto ma il solo fatto che siano arrivate fino a me mi riempie di orgoglio.

Mio figlio cresce bene, e cresce in fretta. Ogni giorno è una continua scoperta, e ogni sera ci vede distrutti, forse crollati troppo in fretta, ma con la sensazione di aver assistito a qualcosa di irripetibile. La nostra ultima visita in Sardegna mi ha permesso di vedere un bambino contento, che si alza sorridendo la mattina, e che ama con tutto il cuore i suoi parenti lontani. E non avrei potuto sperare in niente di meglio.

In quest' anno, o meglio nella seconda parte di quest'anno, hanno cominciato a concretizzarsi eventi che si pensavano impossibili. Come, per esempio, arrivare a trovarsi ad un passo dalla patente, e perdipiù in un paese diverso dal tuo!
Se vi chiedete che tipo di automobilista potrò diventare, consolatevi perchè non so rispondere nemmeno io. Probabilmente sarò un'automobilista decisamente noiosa, e rispettosa delle regole (considerate che, nel primo anno da neopatentati, il Giappone permette veramente pochi sbagli), ma di sicuro sarò una persona felice, perchè potrò finalmente superare i limiti imposti dal luogo in cui abitiamo.

Continuiamo con le perdite
In un precedente capodanno giapponese  mi era capitato di scoprire che esiste una lista con gli anni "funesti" corrispondenti a ciascun segno zodiacale.

Bene, in quell'occasione avevo appreso per la prima volta che nei miei quarantatrè anni avrei dovuto affrontare un anno difficile... Informazione subito presa e messa da parte, ma chi volete che possa prendere sul serio cose del genere?

Poi e' arrivato l'anno del mio quarantatreesimo compleanno.
Continuavo a non pensare a quella notizia, ma a un certo punto mi è tornata in mente...

Che cosa è successo?

Come molte persone, ho perso qualcuno quest'anno. Non era un familiare, nemmeno una persona che conoscevo da sempre, ma una ragazza che avevo accompagnato in Inghilterra con le vacanze studio. Eravamo in contatto, e - come avviene anche con gli altri splendidi ragazzi che ho conosciuto grazie a questo lavoro - avevo la fortuna di vederla diventare grande.

Aveva una gran testa dura, e la determinazione giusta, e stava diventando un'adulta, ma purtroppo è rimasta vittima di un incidente stradale. E a me continua a non sembrare giusto che qualcuno sia dovuto morire a venticinque anni.

Sul piano dei rapporti interpersonali, ho cominciato - purtroppo- a scontare i frutti della mia buonafede.

Da dove comincio?
Da nessuna parte, visto che qualcuno mi ha detto che parlo troppo: ho sperimentato direttamente un livello di cattiveria da parte di alcune persone che vivono qui come me, che mi ha causato anche delle conseguenze fisiche fastidiose.

Però una cosa devo dirla: questo scontro inaspettato mi è stato utile.
Mi ha aperto gli occhi e mi ha fatto capire che esiste gente per cui non vale la pena sprecarsi, e mi ha insegnato - alla mia veneranda età - che è meglio troncare subito un rapporto di conoscenza in cui manca empatia reciproca (cosa che, in questo caso, avrei dovuto fare molto prima).

Mi sono chiesta per mesi cosa fare. Ho continuato a scrivere per i blog con cui collaboro abitualmente, ma mi trovavo, in un certo senso, "bloccata" sul piano personale. Non mi andava di parlare di questa disavventura, e lo faccio con una certa fatica anche adesso, ma mi sono convinta che "buttare via" con l'anno che e' finito anche quelle esperienze che hanno contribuito a complicarlo sia il modo migliore di prepararsi a ricevere il nuovo anno che sta per iniziare.

Però non ho intenzione di "buttare via" anche il mio blog a fine anno. La mia intenzione è di continuare a raccontarvi un pò del mio Giappone, e - compatibilmente con le mie capacità informatiche (...) - dividere finalmente il blog in varie categorie, per ridistribuire al meglio gli argomenti che ho intenzione di trattare. Quindi, se volete, continuate a dare un'occhiata, ok?

Comincio il nuovo anno con tante speranze, come e' giusto che sia, e con la sicurezza di aver imparato qualcosa dalle mie disavventure. Comincio quest'anno con la gioia che mi danno le tante cose buone che si trovano nella mia vita, e con la convinzione che qualsiasi cosa brutta si puo' affrontare, e superare con pazienza e determinazione.

E, se non ve ne foste accorti, comincio il nuovo anno con un nuovo post per il mio blog!

Tanti auguri a tutti!! 明けましておめでとうございます。今年もよろしくお願いします!
(A presto per un'altra piccola parte della mia vita in questo paese)





martedì 27 dicembre 2016

Con tutto il cuore (i miei auguri di buone feste)

Premessa.

(Se vi state chiedendo che fine ho fatto, stiamo bene e stiamo per concludere un anno veramente complicato, ma ve ne parlerò meglio in seguito)

Ci troviamo in Sardegna per le feste, e stiamo cominciando a prepararci per il ritorno in Giappone. Non mancavamo dalla Sardegna da così tanto, e abbiamo avuto ben poco tempo per pensare a questo viaggio stavolta (a dirla tutta, ho preparato i bagagli il giorno prima della partenza).

E allora, che avrò mai da dire in questo preciso momento?
Quest'anno, per la prima volta , continuo a desiderare qualsiasi cosa che mi permetta di poter stare qui.
Il Natale, e qualsiasi altra ricorrenza, mi mette un pò di malinconia se mi trovo in Giappone.
Ci sono tante cose che "vorrei", o almeno vorrei cercare di riprodurre. Nella vita quotidiana manca la possibilità di dire semplicemente "stop", fermarsi e recuperare le forze in vista di nuovi impegni. E quindi mi capita di trovarmi a sospirare, pensando alla mia isoletta e alla vita tranquilla.

Qualche volta, per fortuna, capita di riuscire a passare le feste in Sardegna, e allora riesco a ricaricarmi.

Ma alla fine che cosa aveva di così speciale la mia vita da isolana? Com'era la mia vita in Sardegna?
Poco lavoro, poche speranze e pochi soldi, diciamocelo. Anche io avevo dovuto spostarmi altrove per lavorare. Pochi servizi, non dimentichiamolo! Ero riuscita a farmi insultare da un impiegato delle ferrovie venete, per le mie troppe domande sull'uso dei biglietti appena acquistati. Ma dove si è mai sentito di una persona adulta che non sa prendere un treno?



Però, in questa mia isola ho passato gli anni più importanti della mia vita: la scuola, gli amici veri, le piccole trasgressioni, i passi necessari a costruire il mio futuro, la mia laurea tanto desiderata, e il primo incontro con quello che sarebbe diventato mio marito.

Il destino mi ha portata altrove, mi ha fatto ricominciare da zero a trentacinque anni. Mi ha dato parecchi grattacapi e tante soddisfazioni, ma mi ha tolto qualcosa: il profumo del mare, le chiacchere di paese, e la possibilità di essere presente con amici e familiari. In certi casi è stata davvero dura ma sono sopravvissuta. Rimane il dispiacere per aver perso eventi importanti, e il timore di non riuscire ad esserci quando uno dei miei cari avrà bisogno di me.

A questo punto devo dirlo, lasciando da parte i sentimenti, stiamo per lasciare una situazione idilliaca con 16 gradi di temperatura e un'umidità intorno al 50%, per tornare dove regnano temperature massime molto basse e minime che, secondo le previsioni, scenderanno sotto zero proprio al nostro ritorno. Nooooo...

Però...

Ho una famiglia, una casa (da pulire) e una macchina da guidare che mi aspetta. Grazie a lei spero di migliorare tante cose che al momento mi mettono in difficoltà, e di riuscire a recuperare qualche momento libero durante la settimana.

Purtroppo il mare non si può mettere dentro ai bagagli, e quindi non posso far altro che portarlo nel cuore fino al nostro prossimo incontro.

La vita ti può portare ovunque, ma ci sono posti che non si possono dimenticare. E uno di questi è la mia cara isoletta, che sarà qui ad aspettarci quando torneremo ancora. Dicono che la nostalgia si attenua col passare degli anni, nel mio caso ancora non è successo.

Quindi grazie alla mia famiglia, ai parenti e ai cari amici che contribuiscono a farmi sentire a casa mia tutto l'anno. Grazie per i pacchi di generi di sostegno, per le chat su whatsapp in cui dividete la vita quotidiana anche con me, e per l'affetto che mi mostrate in ogni modo. Vi abbraccio con tutto il cuore, e aspetto con impazienza il nostro prossimo incontro.

Lascio casa, per andare a casa. Sembra un controsenso, ma questa sono io.



A presto!


lunedì 26 ottobre 2015

ただいま!

Per motivi che non so spiegare, non sono riuscita ad accedere al pannello di controllo del mio blog per mesi!
Confesso, ci avevo rinunciato, e aspettavo ispirazione e tempo libero, per trasferire tutto su una nuova piattaforma.
Ma oggi sono riuscita a accedere di nuovo!

Che sara' successo? Non ne ho idea, ma una cosa e' certa: sono tornata!!
A presto per un nuovo post.

martedì 11 marzo 2014

Io mi ricordo

Non è possibile dimenticarsi di quella giornata: una lezione finita, un'altra da cominciare. Un pranzo veloce fra mura che non smettevano di agitarsi. Le prime notizie, ascoltate sullo smartphone di uno studente, i mille sms che arrivavano sul mio cellulare italiano. La ricerca di notizie sugli amici non appena giunta a casa, la preparazione del risotto mentre la televisione continuava a lanciare i messaggi delle persone che si erano messe in salvo: "noi stiamo bene, fatevi sentire appena possibile". Sono già passati tre anni, a me sembra ieri.
da www.japansociety.org.uk/wp-content/uploads/2011/03/191102_182750075103717_182740125104712_433276_3988833_o1.jpg

lunedì 2 dicembre 2013

Tipi di treno e tipi da treno

Che cos'e' il treno?
Per un italiano e' un oggetto misterioso (a seconda della provenienza geografica si rischia di non riuscire a stabilire nessun tipo di contatto), che, quando non si e' molto fortunati, rischia di essere sporco, scomodo e in ritardo.
Che cos'e' un treno per un giapponese?
Un mezzo di trasporto come un altro, che molto spesso sostituisce completamente l'automobile, e per cui lavorano persone cosi' solerti da scusarsi non appena il treno accumula un minuto di ritardo!
Insomma, una bella scoperta per quando si arriva in Giappone, per turismo o per altro, e si viene in contatto con questo mondo meraviglioso.
Pochi giorni fa mi e' capitato di utilizzare delle mie foto per un altro post, sul blog di italiani in Giappone a cui partecipo (http://burogu00.wordpress.com/2013/11/18/instagram-alla-giapponese-prima-parte/ e http://burogu00.wordpress.com/2013/11/27/instagram-alla-giapponese-seconda-parte/) ed ho pensato di usare delle mie foto, scattate in questi ultimi cinque anni di Giappone, per farvi vedere il mondo delle ferrovie giapponesi coi miei occhi.

Treno?



Per spostarsi, da casa nostra, si utilizzano i treni di una compagnia ferroviaria locale, la Kintetsu (近鉄), abbreviazione di "Kinki Nippon Tetsudou"(近畿日本鉄道). Sono spaziosi, i sedili nelle carrozze possono essere orientati in modo diverso, e sono sempre climatizzati, sia in inverno che in estate. Ma specialmente, le carrozze vengono spesso usate come "manifesti pubblicitari" per la zona, o per degli eventi che riguardano il Kansai. Insomma, mentre si aspetta in stazione non mancano mai le cose da vedere.
Abbiamo poi una funivia, gestita sempre dalla stessa compagnia ferroviaria, che porta residenti a turisti in cima ad una montagna in cui si trovano sia un tempio molto famoso nella zona (Ouzanji - 王山時) che un parco di divertimenti. E qui sotto potete vedere una delle carrozze della funivia di cui vi ho parlato: niente male, vero?

Sul treno con stile!


I giapponesi sono molto attenti ai dettagli, specialmente quando si tratta dei capi da indossare durante gli orari di lavoro. Ma perche' non aggiungerci quel certo non-so-che che fa la differenza? Ecco qui l'interpretazione di un salary man che prende il treno alla mia stessa stazione, che ve ne pare? In un incontro successivo ho notato che studia pure l'italiano per conto suo, diciamo che questo dettaglio me lo ha fatto diventare simpatico!
Attenzione, pero', a non dimenticare qualcosa, sia per la fretta, che per la speranza di non essere notati...
Non dimentichiamo quelle che, a mio parere, sono le persone da ammirare maggiormente: le signore di tutte le eta', piu' o meno giovani, che indossano il kimono e mantengono viva la tradizione di questo paese: incontrarne qualcuna sul treno mi riempie sempre di ammirazione.


Infine, anche se riconosco la liberta' individuale di vestirsi come si vuole, sui treni si incontrano anche degli esempi difficilmente decifrabili, come il ragazzo qui sotto... Voi che ne dite? 





Fuori concorso

Il treno e' qualcosa di cosi' comune in Giappone, da essere utilizzato in ogni caso, anche per le piccole necessita' come gli acquisti quotidiani. Ed e' qualcosa di cosi' familiare per i giapponesi, da riuscire a mettere a proprio agio un po' tutti, anche le compassate signore che normalmente cercherebbero di mantenere un certo contegno in qualsiasi situazione. Ecco qui due amiche, che scherzano sul treno del ritorno a casa, non sono carine? 


E mentre il treno va i pensieri corrono veloci,  e noi ci prepariamoa scendere alla nostra stazione per tornare, come se nulla fosse, alla vita quotidiana. Ma sempre attenti a non dimenticare sul treno qualcosa di importante, mi raccomando!!


sabato 18 maggio 2013

Piccola recensione


Questa settimana, passando alla mia solita kururiya (*parafarmacia) ho trovato qualcosa di interessante, e oggi vorrei dividere la mia scoperta con voi. 

Si tratta di una lattina di the, e come potete vedere e' the al cioccolato!! 
All'inizio ero piuttosto scettica, lo ammetto: un amico giapponese ne aveva parlato su un social network e la cosa mi aveva incuriosita. La marca, Fauchon, corrisponde a una ditta francese molto famosa, ma confesso che i prodotti che avevo consumato fin'ora non mi avevano soddisfatta per niente... Poi, trattandosi di un prodotto venduto in Giappone temevo che fosse totalmente privo di zucchero... (la birra al cioccolato e' stata uno shock, lo ammetto!) 
E invece l'ho comprato, e apprezzato, ma come e' successo?!?

Prima di tutto una doverosa spiegazione: gli alimenti che si trovano in vendita nelle parafarmacie, di solito, hanno un prezzo inferiore a quello abituale, e quindi si viene tentati maggiormente. In questo caso particolare, due lattine di the costavano 100 yen in tutto, e quindi mi sono detta "perche' no?"

Il risultato e' stato cosi' soddisfacente da convincermi della necessita' di una nuova visita alla kusuriya: e' una bibita buona, leggera, e dolce al punto giusto, e consumarla in queste giornate quasi estive mi ha fatto apprezzare anche le sue (insperate) proprieta' dissetanti. 
Se vivete in Giappone, o state per venire in viaggio il mio suggerimento e' uno solo: cercatela, perche' non ve ne pentirete!! 

venerdì 17 maggio 2013

Scegliere un cellulare in Giappone

Che fare in un tiepido pomeriggio che pare quasi estivo?
http://tinypic.com/view.php?pic=2nbzfqb&s=7
Ci pensi bene e decidi di fare una passeggiata: il tempo e' invitante, il venticello pure, e camminare vicino al fiume che scorre dalle tue parti fa sempre piacere.
Ora, tornando coi piedi per terra, faccio questa passeggiata col bambino, dieci mesi per circa 10 chili, nel marsupio (perche' spero che dorma) e con uno scopo ben preciso:
il cellulare e' ormai giunto alla scadenza naturale del contratto (due anni), e anche se non me ne vorrei separare sta cominciando a dare segni di usura... L'idea che possa lasciarmi al palo, e l'ennesima promozione che permette di ottenere uno sconto di 10.000 yen mi ha fatto finalmente decidere per il cambio.
Aggiungiamo anche un altro aspetto da non sottovalutare: oggi ho ricevuto uno smartphone della Sony che mio fratello ha acquistato per me in Italia, e quindi lo porto con me per chiedere se posso usarlo con la sim card della mia compagnia ed evitare l'acquisto di un nuovo apparecchio!!
Arrivati al negozio chiedo subito notizie per il cellulare che ho ricevuto in regalo: il commesso e' titubante, mi dice che non sa se si puo' usare la scheda sim su un telefono diverso da quello con cui e' stata venduta... Ma mi mette addosso una gran curiosita', e - approfittando del momento, visto che il figlio sembra conquistato dai giocattoli che ha trovato nel negozio - smonto il cellulare giapponese e inserisco la scheda sim in quello italiano...
Funziona, funziona!! Problema risolto: continuo a usare la mia sim giapponese col bellissimo cellulare che mi hanno regalato!
E invece no...
In Giappone le compagnie di telefonia cellulare offrono cellulare e scheda sim: non e' possibile acquistare esclusivamente la sim e nemmeno utilizzare un cellulare che non rientra fra quelli "in dotazione" alla tua compagnia telefonica. In compenso si puo' continuare a usare il cellulare scelto anche dopo la scadenza del contratto, che si intende rinnovato automaticamente se non si da' la disdetta.


Nel mio caso specifico, lo smartphone della Sony non e' incluso fra quelli offerti dalla compagnia telefonica, e anche se posso usarlo il commesso (dopo aver controllato anche online) mi dice che non esistono tariffari specifici e c'e' un grosso rischio di vedersi addebitare cifre spropositate perche' il sistema non riconosce il cellulare.
E allora niente di fatto: l'unica soluzione e' rinnovare il contratto, approfittando della promozione del mese e scegliendo un nuovo telefonino.
Il resto della procedura si sviluppa molto velocemente: sono una loro cliente, e quindi tutti i miei dati si trovano sul loro terminale. Scelgo il telefono, chiedo qualche notizia sulle opzioni e sul piano piu' conveniente, e in breve tempo esco dal negozio col mio cellulare nuovo e una busta di regali!!

[Se voi pensate di venire ad abitare in Giappone permettetemi di aggiungere qualche piccola informazione:
- e' possibile acquistare un prepagato, con quasi tutte le compagnie, ma alla fine (se la permanenza e' a lungo termine) i costi non sono poi molto diversi! La ricarica del prepagato va comunque utilizzata entro tre mesi e - eccetto le email - le telefonate hanno costi elevati e quindi ci si trova a consumare il credito senza rendersi conto.
- prima di scegliere un cellulare giapponese con contratto e' sempre meglio parlarne con chi ne ha gia' uno, in modo da poter valutare i costi reali dell'apparecchio e del piano telefonico.
- i cellulari giapponesi vengono ceduti in comodato d'uso: il costo dell'apparecchio viene rateizzato in 24 mensilita' e addebitato in bolletta. E' possibile acquistarlo direttamente (io ho fatto cosi' per il mio primo cellulare) risparmiando qualcosa.
- e' preferibile avere un conto corrente giapponese per l'addebito delle bollette: in molti casi i negozi rifiutano l'addebito su carta di credito (questa e' una novita' piuttosto recente).]

Bambino addormentato nel marsupio, e cellulare nuovo in borsa: la mia giornata si e' conclusa in maniera proficua! Quale cellulare ho scelto? Alla fine ho optato per un altro smartphone, ora la domanda e' "riusciro' a capire come si usa?".Da domani in poi comincero' a preoccuparmi per i costi, haha!!