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martedì 11 marzo 2014

Io mi ricordo

Non è possibile dimenticarsi di quella giornata: una lezione finita, un'altra da cominciare. Un pranzo veloce fra mura che non smettevano di agitarsi. Le prime notizie, ascoltate sullo smartphone di uno studente, i mille sms che arrivavano sul mio cellulare italiano. La ricerca di notizie sugli amici non appena giunta a casa, la preparazione del risotto mentre la televisione continuava a lanciare i messaggi delle persone che si erano messe in salvo: "noi stiamo bene, fatevi sentire appena possibile". Sono già passati tre anni, a me sembra ieri.
da www.japansociety.org.uk/wp-content/uploads/2011/03/191102_182750075103717_182740125104712_433276_3988833_o1.jpg

sabato 8 marzo 2014

Pandolce allo sciroppo d'acero e lamponi per UnLamponeNelCuore

In questo periodo sono tanto occupata, e il mio blog - purtroppo - ne sta facendo le spese. Pero', piano piano, voglio ricominciare a curare questo mio piccolino, a cui sono tanto affezionata.

Per cominciare vi propongono una ricetta. Capisco che non si tratti del primo argomento collegato al Giappone che possa venire in mente, ma delle amiche mi hanno coinvolta in un progetto benefico, molto carino (visto che riguarda i lamponi), e ho partecipato con gioia anche se e' rivolto ai foodbloggers - e non credo proprio di esserlo!! Del resto, trascorrendo molto tempo in casa ho avuto modo di sperimentare parecchio, ed affinare certe tecniche che, fino a qualche anno fa, non osavo mettere in pratica. Quindi, se questa idea riuscira' ad incuriosirvi almeno un pochino, e vi trovate in una zona dove e' possibile acquistare lamponi, o marmellate, prodotte da quelle brave persone, perche' non provare? Cercate su internet, troverete tante altre ricette piu' che ottime, e a base di lamponi, che partecipano alla stessa iniziativa. #unlamponelcuore

Da quando abito in Giappone mi sono abituata a tante cose, ma mi e' sempre dispiaciuto non trovare del buon pane croccante e saporito, come quello che si mangia dalle mie parti. E per questo mi sono messa d'impegno, per cercare di imparare a fare il pane in casa.

Oggi vi presento un pandolce allo sciroppo d'acero e lamponi, facile da preparare e ottimo a colazione: spero che vi piaccia!!

INGREDIENTI:
- 250 gr di farina 00
- 50 gr di zucchero di canna
- mezza bustina di lievito di birra secco
- 150 cc di acqua leggermente intiepidita
- 2 cucchiai di sciroppo d'acero
- lamponi qb
- un pizzico di sale

PREPARAZIONE:
Versare la farina, lo zucchero, l'acqua (in cui avrete fatto sciogliere il vostro lievito) e gli altri ingredienti in una ciotola dai bordi rialzati e mescolare bene. Lasciar riposare l'impasto per circa dieci minuti, e impastare ancora una volta.
Mettere a riposare in un luogo fresco e asciutto (lontano dalla luce del sole), coprendo il recipiente con un panno di cotone. Io di solito lascio riposare per ameno quattro/cinque ore, ma l'impasto e' pronto dopo un paio d'ore circa.
Cuocere l'impasto nel forno, a 180 gradi per 30 minuti, e buon appetito!



Spiegazione ----------
Con questa iniziativa, i food blogger che aderiscono a "unlamponelcuore" intendono far conoscere il progetto "lamponi di pace" ella Cooperativa Agricola Insieme (http://coop-insieme.com/),nata nel giugno del 2003 per favorire il ritorno a casa delle donne di Bratunac, dopo la deportazione successiva al massacro di Srebrenica, nel quale le truppe di Radko Mladic uccisero tutti i loro mariti e i loro figli maschi. Per aiutare e sostenere il rientro nelle loro terre devastate dalla guerra civile, dopo circa dieci anni di permanenza nei campi profughi, è nato questo progetto, mirato a riattivare un sistema di microeconomia basato sul recupero dell'antica coltura dei lamponi e sull'organizzazione delle famiglie in piccole cooperative, al fine di ricostruire la trama di un tessuto sociale fondato sull'aiuto reciproco, sul mutuo sostegno e sulla collaborazione di tutti. A distanza di oltre dieci anni dall'inaugurazione del progetto, il sogno di questa cooperativa è diventato una realtà viva e vitale, capace di vita autonoma e simbolo concreto della trasformazione della parola "ritorno" nella scelta del "restare".
Di seguito vi preciso dove si possono trovare i prodotti della Cooperativa Agricola Insieme: - sono distribuiti da Coop-Adriatica e NordEst quindi si trovano più facilmente nel Veneto, Friuli Venezia Giulia, parte dell'Emilia e della Lombardia al confinte.
I punti vendita che hanno in assortimento i prodotti partono dai 1000mq in su;
- sono distribuiti anche da Altromercato e dal commercio equosolidale e dal loro sito (altromercato.it) è possibile, tramite anche una richiesta via email, ottenere i punti vendita;
- nel milanese vengono distribuito da MioBio (http://www.mio-bio.it/), un gas molto attivo;
- Rada Zarcovick, la responsabile della cooperativa, sta prendendo accordi con le Coop che si occupano dei punti vendita della Lombardia e della Toscana per poter distribuire anche in queste zone i loro prodotti.

per quanto riguarda Coop Adriatica le confetture dei frutti della pace è in assortimento solo nel canale iper:
ADRIATICA BOLOGNA IPER BORGO
ADRIATICA BOLOGNA NOVA
ADRIATICA BOLOGNA LAME
ADRIATICA VENETO SAN DONA'
ADRIATICA VENETO SCHIO
ADRIATICA VENETO CONEGLIANO
ADRIATICA VENETO VIGONZA
ADRIATICA ROMAGNA IMOLA
ADRIATICA ROMAGNA RIMINI
ADRIATICA ROMAGNA LUGO
ADRIATICA ROMAGNA FAENZA
ADRIATICA ROMAGNA RAVENNA
ADRIATICA MARCHE PESARO
ADRIATICA MARCHE CESANO
ADRIATICA ABRUZZO SAN BENEDETTO
ADRIATICA ABRUZZO CHIETI
ADRIATICA ABRUZZO ASCOLI

lunedì 2 dicembre 2013

Tipi di treno e tipi da treno

Che cos'e' il treno?
Per un italiano e' un oggetto misterioso (a seconda della provenienza geografica si rischia di non riuscire a stabilire nessun tipo di contatto), che, quando non si e' molto fortunati, rischia di essere sporco, scomodo e in ritardo.
Che cos'e' un treno per un giapponese?
Un mezzo di trasporto come un altro, che molto spesso sostituisce completamente l'automobile, e per cui lavorano persone cosi' solerti da scusarsi non appena il treno accumula un minuto di ritardo!
Insomma, una bella scoperta per quando si arriva in Giappone, per turismo o per altro, e si viene in contatto con questo mondo meraviglioso.
Pochi giorni fa mi e' capitato di utilizzare delle mie foto per un altro post, sul blog di italiani in Giappone a cui partecipo (http://burogu00.wordpress.com/2013/11/18/instagram-alla-giapponese-prima-parte/ e http://burogu00.wordpress.com/2013/11/27/instagram-alla-giapponese-seconda-parte/) ed ho pensato di usare delle mie foto, scattate in questi ultimi cinque anni di Giappone, per farvi vedere il mondo delle ferrovie giapponesi coi miei occhi.

Treno?



Per spostarsi, da casa nostra, si utilizzano i treni di una compagnia ferroviaria locale, la Kintetsu (近鉄), abbreviazione di "Kinki Nippon Tetsudou"(近畿日本鉄道). Sono spaziosi, i sedili nelle carrozze possono essere orientati in modo diverso, e sono sempre climatizzati, sia in inverno che in estate. Ma specialmente, le carrozze vengono spesso usate come "manifesti pubblicitari" per la zona, o per degli eventi che riguardano il Kansai. Insomma, mentre si aspetta in stazione non mancano mai le cose da vedere.
Abbiamo poi una funivia, gestita sempre dalla stessa compagnia ferroviaria, che porta residenti a turisti in cima ad una montagna in cui si trovano sia un tempio molto famoso nella zona (Ouzanji - 王山時) che un parco di divertimenti. E qui sotto potete vedere una delle carrozze della funivia di cui vi ho parlato: niente male, vero?

Sul treno con stile!


I giapponesi sono molto attenti ai dettagli, specialmente quando si tratta dei capi da indossare durante gli orari di lavoro. Ma perche' non aggiungerci quel certo non-so-che che fa la differenza? Ecco qui l'interpretazione di un salary man che prende il treno alla mia stessa stazione, che ve ne pare? In un incontro successivo ho notato che studia pure l'italiano per conto suo, diciamo che questo dettaglio me lo ha fatto diventare simpatico!
Attenzione, pero', a non dimenticare qualcosa, sia per la fretta, che per la speranza di non essere notati...
Non dimentichiamo quelle che, a mio parere, sono le persone da ammirare maggiormente: le signore di tutte le eta', piu' o meno giovani, che indossano il kimono e mantengono viva la tradizione di questo paese: incontrarne qualcuna sul treno mi riempie sempre di ammirazione.


Infine, anche se riconosco la liberta' individuale di vestirsi come si vuole, sui treni si incontrano anche degli esempi difficilmente decifrabili, come il ragazzo qui sotto... Voi che ne dite? 





Fuori concorso

Il treno e' qualcosa di cosi' comune in Giappone, da essere utilizzato in ogni caso, anche per le piccole necessita' come gli acquisti quotidiani. Ed e' qualcosa di cosi' familiare per i giapponesi, da riuscire a mettere a proprio agio un po' tutti, anche le compassate signore che normalmente cercherebbero di mantenere un certo contegno in qualsiasi situazione. Ecco qui due amiche, che scherzano sul treno del ritorno a casa, non sono carine? 


E mentre il treno va i pensieri corrono veloci,  e noi ci prepariamoa scendere alla nostra stazione per tornare, come se nulla fosse, alla vita quotidiana. Ma sempre attenti a non dimenticare sul treno qualcosa di importante, mi raccomando!!


lunedì 11 novembre 2013

In volo sopra la Siberia

Avvertenza: questa e' la storia di una brutta esperienza. Come tale, non rappresenta lo stato generale dei servizi proposti da una determinata compagnia aerea ma soltanto il cattivo comportamento di alcuni dipendenti. Lo racconto esclusivamente per "esorcizzare" il sapore amaro di quel fatto, quindi vi ringrazio per la pazienza che dimostrerete e vi chiedo di non preoccuparvi troppo, nel caso aveste in programma un lungo viaggio aereo in compagnia dei vostri figli piu' piccoli.

Ho impiegato parecchio, prima di decidere di raccontare quello che e' successo sul volo del ritorno in Giappone ai primi di aprile.
Questo perche' si e' trattato di un insieme di fatti abbastanza grave, almeno per me, ed anche perche' essendo affezionata a quella particolare compagnia aerea mi spiace davvero parlarne in questi termini...
Ma poi ho pensato che, in ogni caso, questo fatto ha avuto anche degli aspetti positivi, e che magari era meglio raccontarlo anche per le altre mamme, che si ritrovano con un figlio piccolo su un volo intercontinentale e rischiano di ricevere un trattamento del genere.

Andiamo per ordine: la vacanza in Sardegna non era andata molto bene, a causa dei problemi di fuso orario. Il bambino non si era adattato affatto, e passava ogni notte dormendo un'ora (massimo due), svegliandosi e restando bello arzillo per un'altra ora, per poi riaddormentarsi con lo stesso ritmo e cosi' via (fino all'alba, li' abbandonavo ogni speranza di farlo riaddormentare).
Quindi cominciavamo il viaggio di ritorno con una certa stanchezza pregressa, nervosismo e voglia di tornare subito a casa nostra (per restituire al bambino il fuso orario a cui risultava ancora fedele).

A Roma, prima dell'imbarco, mi avvisano che ho cambiato posto: avremmo viaggiato nella fila centrale, in un posto laterale ma con la garanzia di avere il posto vicino libero, e utilizzabile come via di fuga in caso di necessita' (cioe' se il bambino avesse avuto bisogno di un po' prima di addormentarsi). E con questa assicurazione saliamo a bordo.
Mio figlio, nel suo primo viaggio aereo, aveva imparato da solo ad addormentarsi poco prima di decollo e atterraggio, quindi la prima difficolta' viene superata agilmente.

Ma poi cominciano i guai...
Per prima cosa, il posto vicino al mio viene occupato da un signore molto alto, che non riesce a sistemarsi da nessun'altra parte (e che, si scoprira' poi, ha cercato inutilmente di chiedere una sistemazione adeguata prima della partenza, ma il sito della compagnia aerea era in manutenzione, e quindi non era riuscito a prenotare un posto adatto...). Pazienza! Cosi' come non importa che due altri signori occupino i due posti rimasti nella fila centrale.
Memore dell'ottimo trattamento ricevuto sul volo di andata ("Se ha bisogno di qualsiasi cosa per il bambino si rivolga a me") mi rassicuro pensando di poter contare in ogni caso sull'aiuto del personale di bordo.
Grosso errore!!

Quando l'aereo si mette in quota e mio figlio si sveglia cominciano i problemi: lui e' stanco, stranito e si lamenta, e io non posso far altro che cullarlo in piedi di fronte al mio posto. Provo a uscire, ma devo subito tornare indietro, perche' stanno cominciando il servizio.
E qui mi avrebbe fatto piacere almeno un minimo di tatto, una domandina semplice del tipo "le portiamo da mangiare piu' tardi?" che non e' arrivata. Pazienza per la mancanza di tatto, ma come fare a mangiare, col bambino agitato e uno spazio di manovra pari a zero?

Qui cominciano ad emergere alcuni, gli unici, aspetti positivi di questa faccenda. Le persone che mi circondano, il signore alto alla mia sinistra, e i due signori che occupano gli altri due sedili, lavorano per il Teatro La Fenice di Venezia, e insieme ai loro colleghi stanno andando in Giappone per una tourne' di dieci giorni che tocchera' Osaka, Nagoya e Tokyo. Mi tengono il bambino mentre mangio, e poi chiamano gli assistenti di volo per chiedere se possono spostare il signore alto (che e' ugualmente disponibile) e lasciarmi lo spazio sufficiente per un volo tranquillo.

Bene, sapete che hanno risposto? Che per spostarsi altrove bisognava pagare un sovraprezzo (il signore alto poteva andare solo in economy plus o in business class) e che loro non erano disposti a mettere in gioco il loro posto di lavoro per i problemi di una singola persona (i miei, coff... coff!). Visto che non riuscivo comunque a tranquillizzare mio figlio, i gentili signori si offrono di chiamare gli assistenti di volo una seconda volta: stavolta si esamina l'opzione di un mio eventuale spostamento in un posto laterale, che implicherebbe un altro spostamento, per entrambe le persone che occupano i due sedili del lato destro, o sinistro, dell'aereo. Pero', visto che sicuramente rifiuterebbero, il cortese personale di volo non chiede nemmeno...
E qui arriviamo al momento piu' drammatico di tutta questa vicenda: il responsabile dei servizi di cabina, giunto sul posto, mi dice che loro non possono far nulla per me, e aggiunge che - se avevo a cuore il bene del bambino - avrei dovuto prendere biglietti in business class!!
Confesso che ho cominciato a piangere, ed ho solo aggiunto che era una delusione... dopo tanti anni in cui mi ero adattata ad ogni richiesta da parte loro, non riuscivano a fare niente per me in un momento di estremo bisogno!!

Che fare? Il volo mio e del bambino si stava trasformando in un incubo: io non riuscivo a calmarlo e lui era sempre piu' nervoso, e le mie speranze di ricevere un po' d'aiuto erano clamorosamente naufragate davanti ad uno staff decisamente poco disponibile... Per cominciare sono andata a cambiare un pannolino bello pieno, e mentre lo facevo riflettevo sul da farsi...
Quando sono uscita dal bagno ero determinata: avrei usato la carta di credito e mi sarei fatta spostare in un qualsiasi altro posto (decisione difficile: non lavoro e i miei risparmi non sono cosi' tanti).
E qui e' avvenuto un miracolo! Tornata al mio posto i gentili signori che avevo intorno mi hanno informata: potevo spostarmi, e i due coniugi che occupavano i posti che mi avevano indicato si sarebbero spostati, rispettivamente, al mio posto e in un posto in classe economy plus.
Piena di riconoscenza ho ringraziato chiunque mi capitasse a tiro, e mi sono spostata. Dopo qualche minuto il capo-servizi si e' riavvicinato ad uno dei miei gentili vicini, e gli ha detto "Ha visto che abbiamo risolto tutto?", ottenendo quale risposta un "Dopo mi avvicino da lei"... Che posso pensare?!?
L'impressione e' che quel gentile signore abbia pagato di tasca sua per far spostare uno dei suoi colleghi altrove! Gentile?!? Nooo, di piu'!!
Da quel momento in poi il resto del viaggio e' proseguito senza grossi traumi: non posso dire che sia stato facile e riposante, ma almeno sono stata in grado di rispondere alle necessita' di mio figlio senza chiedere altri aiuti, e ho permesso al mio bambino di passare il resto del viaggio in tranquillita'.

Cosa e' successo in seguito?
Io e il bambino abbiamo ripreso la nostra solita routine, e lui si e' riadattato velocemente al Giappone. Ripenso spesso a quei gentili signori, e li ringrazio ogni giorno per avermi salvata da una situazione decisamente ingarbugliata: trovare persone cosi' nel momento del bisogno rende ottimisti nei confronti dell'intero genere umano.
Per quanto riguarda la compagnia aerea... Ho sempre viaggiato parecchio, e con diverse compagnie, e credo di aver visto un po' di tutto (come chiunque altro). Non mi metto a sindacare su problemi comuni che potrebbero capitarmi altre mille volte. Ma ammetto che, ripensando a quei fatti, temo di non essere in grado di affrontare ancora una volta una situazione del genere, nel caso si ripresentasse mentre il figlio ancora piccolo. Ho deciso di aspettare: dai due anni in poi viaggiare col bambino comportera' l'acquisto di due biglietti, e la sicurezza di avere quel minimo spazio a disposizione in grado di cambiare il corso di un lungo viaggio aereo. Nel frattempo io e mio figlio sperimenteremo delle soluzioni alternative (delle altre compagnie aeree), ma di sicuro non smetteremo di viaggiare mai dal Giappone in direzione dell'Italia (e dei nonni). E io cerchero' di ricordare
sempre che, per quanto la situazione possa sembrare disperata, non bisogna mai pensare che non valga la pena chiedere aiuto!!

lunedì 14 ottobre 2013

Una recensione, anzi due!




C'e' un'attrice giapponese che mi e' molto simpatica, il suo nome e' Ayase Haruka. La seguo con piacere quando partecipa a qualche drama televisivo perche' riesce, in ogni caso, a portare una ventata d'aria fresca in ogni situazione (anche la piu' improbabile). Confesso, guardo la televisione, in particolare i drama giapponesi (che ho sempre apprezzato). Inoltre, per aumentare le tentazioni, la recente apertura di un videonoleggio nei dintorni mi ha permesso di recuperare parte di quel tempo che per ora non posso dedicare alla visione dei film al cinema.

Del resto, con una tariffa settimanale di 50 yen a dvd (0.37 centesimi di euro) come potevo far finta di niente?
E allora mi sono buttata nella mischia, e la mia prima scelta e' caduta su due film in cui recita questa attrice giapponese. E ora ve ne parlero', se volete.

ひみつのアッコちゃん (Il segreto di Akko chan)

Il primo film riprende una nota serie animata, che ha tenuto compagnia alle ragazzine per anni, sia in Giappone che in Italia. Alzi la mano chi non ha mai sperato di poter usare il suo specchietto per cambiare qualcosa: io confesso di aver acquistato il mio primo specchietto da borsetta a causa di quella serie animata, ahah!
Akko, una comune ragazzina giapponese, riceve in dono uno specchio magico, al posto del suo che e' andato perduto: pronunciando determinate parole puo' cambiare il suo corpo, diventare grande e trasformarsi in cio' che desidera. E lei sceglie di crescere, diventare adulta, fino a trovare lavoro in una grossa ditta.
Insomma, tutto perfetto, ma c'e' un unico problema: non puo' rivelare il suo segreto, se non vuole che lo specchio perda immediatamente tutto il suo potere.
La nostra Akko, con le sembianze di un'adulta, trova addirittura lavoro in una nota ditta e fa amicizia coi suoi colleghi, fino a quando un problema la costringera' a chiedere aiuto al suo specchietto e... 

Il resto e' facile da immaginare, ma se avete modo di vederlo lo consiglio a tutti!


ホタルノヒカリ (La luce delle lucciole)
[*NB: si tratta di un gioco di parole che riguarda il nome della protagonista - Hotaru - che in giapponese significa anche lucciola]

Questo film riprende la storia di un noto drama tv: Hotaru e' innamorata del suo superiore sul posto di lavoro, e lui la ricambia. Sembrerebbe una situazione semplicissima, ma in realta'... (se siete curiosi vi consiglio di cercare il drama online)
I due fidanzati progettano una vacanza all'estero, e Hotaru e' molto preoccupata... Come potete vedere dalla locandina c'e' un matrimonio in programma, ma non vi dico altro: guardatelo, e divertitevi perche' la storia di Hotaru e del suo "bucho" sa essere fresca e mai noiosa. Insomma, e' tempo speso bene!

In questo periodo sono alquanto impegnata, e il mio piccolino richiede parecchia attenzione, ma se avrete un po' di pazienza ho ancora parecchie cose da raccontarvi! 

sabato 18 maggio 2013

Piccola recensione


Questa settimana, passando alla mia solita kururiya (*parafarmacia) ho trovato qualcosa di interessante, e oggi vorrei dividere la mia scoperta con voi. 

Si tratta di una lattina di the, e come potete vedere e' the al cioccolato!! 
All'inizio ero piuttosto scettica, lo ammetto: un amico giapponese ne aveva parlato su un social network e la cosa mi aveva incuriosita. La marca, Fauchon, corrisponde a una ditta francese molto famosa, ma confesso che i prodotti che avevo consumato fin'ora non mi avevano soddisfatta per niente... Poi, trattandosi di un prodotto venduto in Giappone temevo che fosse totalmente privo di zucchero... (la birra al cioccolato e' stata uno shock, lo ammetto!) 
E invece l'ho comprato, e apprezzato, ma come e' successo?!?

Prima di tutto una doverosa spiegazione: gli alimenti che si trovano in vendita nelle parafarmacie, di solito, hanno un prezzo inferiore a quello abituale, e quindi si viene tentati maggiormente. In questo caso particolare, due lattine di the costavano 100 yen in tutto, e quindi mi sono detta "perche' no?"

Il risultato e' stato cosi' soddisfacente da convincermi della necessita' di una nuova visita alla kusuriya: e' una bibita buona, leggera, e dolce al punto giusto, e consumarla in queste giornate quasi estive mi ha fatto apprezzare anche le sue (insperate) proprieta' dissetanti. 
Se vivete in Giappone, o state per venire in viaggio il mio suggerimento e' uno solo: cercatela, perche' non ve ne pentirete!! 

venerdì 17 maggio 2013

Scegliere un cellulare in Giappone

Che fare in un tiepido pomeriggio che pare quasi estivo?
http://tinypic.com/view.php?pic=2nbzfqb&s=7
Ci pensi bene e decidi di fare una passeggiata: il tempo e' invitante, il venticello pure, e camminare vicino al fiume che scorre dalle tue parti fa sempre piacere.
Ora, tornando coi piedi per terra, faccio questa passeggiata col bambino, dieci mesi per circa 10 chili, nel marsupio (perche' spero che dorma) e con uno scopo ben preciso:
il cellulare e' ormai giunto alla scadenza naturale del contratto (due anni), e anche se non me ne vorrei separare sta cominciando a dare segni di usura... L'idea che possa lasciarmi al palo, e l'ennesima promozione che permette di ottenere uno sconto di 10.000 yen mi ha fatto finalmente decidere per il cambio.
Aggiungiamo anche un altro aspetto da non sottovalutare: oggi ho ricevuto uno smartphone della Sony che mio fratello ha acquistato per me in Italia, e quindi lo porto con me per chiedere se posso usarlo con la sim card della mia compagnia ed evitare l'acquisto di un nuovo apparecchio!!
Arrivati al negozio chiedo subito notizie per il cellulare che ho ricevuto in regalo: il commesso e' titubante, mi dice che non sa se si puo' usare la scheda sim su un telefono diverso da quello con cui e' stata venduta... Ma mi mette addosso una gran curiosita', e - approfittando del momento, visto che il figlio sembra conquistato dai giocattoli che ha trovato nel negozio - smonto il cellulare giapponese e inserisco la scheda sim in quello italiano...
Funziona, funziona!! Problema risolto: continuo a usare la mia sim giapponese col bellissimo cellulare che mi hanno regalato!
E invece no...
In Giappone le compagnie di telefonia cellulare offrono cellulare e scheda sim: non e' possibile acquistare esclusivamente la sim e nemmeno utilizzare un cellulare che non rientra fra quelli "in dotazione" alla tua compagnia telefonica. In compenso si puo' continuare a usare il cellulare scelto anche dopo la scadenza del contratto, che si intende rinnovato automaticamente se non si da' la disdetta.


Nel mio caso specifico, lo smartphone della Sony non e' incluso fra quelli offerti dalla compagnia telefonica, e anche se posso usarlo il commesso (dopo aver controllato anche online) mi dice che non esistono tariffari specifici e c'e' un grosso rischio di vedersi addebitare cifre spropositate perche' il sistema non riconosce il cellulare.
E allora niente di fatto: l'unica soluzione e' rinnovare il contratto, approfittando della promozione del mese e scegliendo un nuovo telefonino.
Il resto della procedura si sviluppa molto velocemente: sono una loro cliente, e quindi tutti i miei dati si trovano sul loro terminale. Scelgo il telefono, chiedo qualche notizia sulle opzioni e sul piano piu' conveniente, e in breve tempo esco dal negozio col mio cellulare nuovo e una busta di regali!!

[Se voi pensate di venire ad abitare in Giappone permettetemi di aggiungere qualche piccola informazione:
- e' possibile acquistare un prepagato, con quasi tutte le compagnie, ma alla fine (se la permanenza e' a lungo termine) i costi non sono poi molto diversi! La ricarica del prepagato va comunque utilizzata entro tre mesi e - eccetto le email - le telefonate hanno costi elevati e quindi ci si trova a consumare il credito senza rendersi conto.
- prima di scegliere un cellulare giapponese con contratto e' sempre meglio parlarne con chi ne ha gia' uno, in modo da poter valutare i costi reali dell'apparecchio e del piano telefonico.
- i cellulari giapponesi vengono ceduti in comodato d'uso: il costo dell'apparecchio viene rateizzato in 24 mensilita' e addebitato in bolletta. E' possibile acquistarlo direttamente (io ho fatto cosi' per il mio primo cellulare) risparmiando qualcosa.
- e' preferibile avere un conto corrente giapponese per l'addebito delle bollette: in molti casi i negozi rifiutano l'addebito su carta di credito (questa e' una novita' piuttosto recente).]

Bambino addormentato nel marsupio, e cellulare nuovo in borsa: la mia giornata si e' conclusa in maniera proficua! Quale cellulare ho scelto? Alla fine ho optato per un altro smartphone, ora la domanda e' "riusciro' a capire come si usa?".Da domani in poi comincero' a preoccuparmi per i costi, haha!!